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Egitto: processo a Mubarak in un clima surreale

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Si sta svolgendo al Cairo il processo a Hosni Mubarak e ai suoi due figli, Alaa e Gamal, accusati di corruzione e di omicidio per le oltre 850 vittime della repressione durante la rivoluzione del 25 gennaio. L’ex presidente egiziano, che rischia se condannato la pena capitale, è stato prelevato questa mattina dall’ospedale di Sharm-el-Sheikh dove era ricoverato. Sistemato su una lettiga nella gabbia nera degli imputati, il Rais è apparso in discrete condizioni e si è subito dichiarato “non colpevole” negando “completamente tutte le accuse” relative all’uccisione dei manifestanti durante la repressione dei moti di protesta. Altrettanto hanno fatto i figli mentre stringevano nelle mani una copia del Corano.

Il clima surreale del processo si è intensificato quando un avvocato delle vittime, incerto sull’identità dell’uomo steso sulla lettiga, ha chiesto venisse fatto all’ex rais l’esame del dna. Il legale sosteneva che il “vero” presidente era morto nel 2004 e l’uomo, vestito di bianco davanti ai giudici, non era nient’altro che un “impostore”.

Intanto fuori dall’Accademia dove si svolge il processo, gli agenti sono dovuti intervenire più volte per sedare gli scontri tra sostenitori dell’ex presidente ed esponenti dell’opposizione. Sono infatti diverse centinaia le persone accalcate all’esterno dell’edificio dove è stato addirittura allestito uno schermo gigante. Tra barelle, corano, risse da bar e schermi giganti, speriamo venga almeno fatta giustizia, non solo per i familiari delle vittime, ma per tutto il mondo arabo che lavora e combatte per la democrazia e la libertà.