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Europa League, la Lazio abbatte il Rabotnicki e strappa il pass per l’Europa

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SKOPJE – Con un 3 a 1 firmato Rocchi e Hernanes, la Lazio vince in Macedonia la seconda partita ufficiale della stagione. Dal punto di vista dell’importanza del risultato, l’incontro di questa sera si poteva considerare quasi un’amichevole essendo inevitabilmente condizionato dal roboante 6 a 0 dell’andata. E con il discorso qualificazione già chiuso nel primo dei due round, Reja ha sfruttato questi novanta minuti come ulteriore test per dare spazio e mettere alla prova i giocatori che, almeno per il momento, vengono considerati come seconde scelte dal tecnico goriziano.
Reja ha ottenuto risposte positive, come la conferma di affidabilità di Rocchi e Mauri, ma anche negative come l’approccio alla partita troppo morbido e le numerose incertezze difensive.
Degli osservati speciali Lulic e Cana, è stato sicuramente l’albanese quello che ha convinto di più visto che dopo alcuni minuti di disorientamento è riuscito a trovare la posizione dando il suo contributo sia nella fase di costruzione che in quella di interdizione. Nella seconda frazione poi, Reja lo ha anche provato per la prima volta nella posizione di mezzala in un centrocampo a tre insieme a Ledesma e Matuzalem, e anche in questo caso la risposta del capitano dell’Albania è stata più che positiva. Meno bene Senad Lulic, impalpabile nel primo tempo quando era schierato largo a destra, più propositivo nella seconda parte quando da esterno sinistro è riuscito a rendersi pericoloso servendo anche a Rocchi la palla che ha chiuso definitivamente il match.

LA PARTITA – Come già detto in precedenza non è stato un gran bell’avvio di partita quello dei biancocelesti che nei primi venti minuti hanno lasciato il sopravvento ai padroni di casa che rispetto alla gara di andata hanno mostrato una nuova verve, aggredendo sin dall’inizio la squadra di Reja e andando vicino alla rete almeno tre volte nel primo quarto d’ora con le incursioni di capitan Velkoski e di Maneveski. Da un tiro di quest’ultimo, arrivato dopo appena dieci minuti, è nata per i macedoni l’occasione più pericolosa che però ha trovato una splendida risposta di Bizzarri che, con un prodigioso colpo di reni, è riuscito a deviare in calcio d’angolo il colpo a botta sicura del capitano del Rabotnicki.
La Lazio ha iniziato a entrare in partita alla metà della prima frazione e dopo un palo colpito da Tommaso Rocchi, è lo stesso capitano a sbloccare il risultato al 23’ con una precisa volée su splendido assist del solito Stefano Mauri, che anche stasera si è rivelato decisivo per bucare la difesa avversaria.
La rete ha spento definitivamente le residue velleità di rimonta degli uomini agli ordini di Goran Petreski che però, dopo appena un quarto d’ora, sono riusciti a riportare il risultato in parità grazie ad un calcio di punizione di Lazarevski sul quale ha sicuramente più di quale responsabilità Albano Bizzarri, che con un intervento goffo non è riuscito a intercettare il tiro non certo irresistibile del terzino sinistro del Rabotnicki. Da segnalare che qualche minuto prima del pareggio dei macedoni la Lazio è stata costretta a sostituire Diàs con Biava, a causa di un colpo alla testa rimediato dal brasiliano in uno scontro di gioco in area di rigore.
La prima frazione si è chiusa senza altri episodi significativi mentre nei secondi 45’ la partita è risultato più divertente con numerosi rovesciamenti di fronte e occasioni da una parte e dell’altra.
Sono partiti comunque meglio i padroni di casa ma con il passare dei minuti la maggiore qualità della Lazio si è fatta sentire ed al 72’ è arrivato il nuovo vantaggio con il sigillo del neo-entrato Hernanes, che non ha dovuto far altro che appoggiare il pallone alle spalle di Dimitrievski, e il tris di Rocchi imbeccato alla perfezione da un cross di Lulic.
Il capitano è così riuscito a raggiungere l’obiettivo del gol numero 99 con la maglia della Lazio, in attesa di trovare il centesimo allo Stadio Olimpico.
Dopo la terza rete subita, il Rabotnicki si è spento definitivamente e la Lazio ha avuto anche l’opportunità per dilagare con le incursioni dei centrocampisti senza però riuscire a trovare la zampata giusta.