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Formula 1, Button vince all’Hungaroring

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Pioggia, sorpassi, pit-stop a ripetizione. Non è mancato nulla nel Gran Premio d’Ungheria, la gara – insieme a quella in Canada – più intensa della stagione. A vincerle entrambe è stato lo stesso pilota, capace di muoversi a meraviglia tra la roulette del bagnato e dell’asciutto e scaltro nello scegliere le strategie migliori per i cambi gomma: Jenson Button.

Sin dal via l’inglese è stato sempre a stretto contatto con Vettel ed Hamilton, ma la mossa decisiva è arrivata al giro 42, quando il pilota della McLaren si è fermato per la sua terza ed ultima sosta – contro le quattro di tutti gli altri – e ha montato le gomme slick. Un’idea vincente, che ha permesso a Button di arrivare al traguardo senza doversi più fermare ai box. Poi, il duello con Hamilton tra le tornate 51 e 52, con sorpasso e controsorpasso, che lo ha visto prevalere sul compagno di squadra. Una grande iniezione di fiducia per Button, che ha festeggiato alla grande il 200esimo Gp della sua carriera.

A guardare la classifica del campionato, però, il vero vincitore in Ungheria è Sebastian Vettel. Il tedesco ha fatto una corsa intelligente e senza rischi, nonostante qualche fuoripista a causa della pioggia. Gli errori di Hamilton e la gara incolore di Webber hanno fatto il resto e gli hanno permesso di rafforzare il primato in testa alla classifica. Seb ora comanda con 234 punti, 85 più del compagno di team, mentre Hamilton è a -88.

La prima guida McLaren ha costruito e rovinato la sua gara facendo tutto da solo. Una partenza sprint, l’inseguimento e il sorpasso a Vettel al quinto giro, il vantaggio sugli avversari che cresceva di tornata in tornata, ma il lieto fine non è arrivato. A stravolgere il Gp di Hamilton è stato il secondo scroscio di pioggia, al giro 47. Sono bastate poche gocce per mandare Lewis in testacoda, regalando a Button la testa della corsa. La sua solita irruenza poi ha complicato le cose: nel riprendere la posizione dopo la giravolta, l’inglese ha compiuto una manovra pericolosa, sfiorando la collisione con Di Resta (Force India). La mossa è stata poi giustamente sanzionata dai commissari con la penalità del drive through. Ancor più determinante la scelta – condivisa con Webber, quinto al traguardo – delle gomme intermedie per la quarta sosta, al 54° giro. Un errore molto grave, a cui la McLaren ha cercato di rimediare richiamando il proprio pilota ai box dopo appena una tornata. La musica però non cambia di molto: Hamilton non riuscirà ad andare oltre il quarto posto, perdendo punti preziosi in classifica a tutto vantaggio del rivale Vettel.

La Ferrari di Alonso si è piazzata per la quarta volta di fila sul podio, stavolta però sul gradino più basso. Senza dubbio un risultato positivo, ma poteva andare molto meglio. Tante le sbavature commesse dallo spagnolo: brutta la partenza, praticamente al rallenty, due fuoripista nelle prime battute di gara, un testacoda alla fine quando Vettel era a portata di mano. Troppo per Fernando, costretto in ogni caso a rischiare per portare a casa più punti possibili. Le gomme inoltre sono ancora un’incognita: in alcune fasi di gara le slick andavano meglio delle ultra-morbide, come ha dimostrato il sorpasso subito dallo spagnolo per mano di Vettel.
Gran Premio duro anche per Massa. “Felipao” ha rischiato il ritiro dopo un testacoda all’ottavo giro che gli ha rovinato la parte laterale dell’alettone posteriore, facendogli perdere diverse posizioni. La sua rimonta si è conclusa con il sesto posto finale, un risultato deludente se si pensa al quarto crono ottenuto nelle prove ufficiali.

Buon settimo posto per Paul Di Resta, ma a sorprendere tutti sono state le Toro Rosso, al 100esimo Gp in Formula 1. Entrambe le vetture del team di Faenza hanno preso punti. Straordinaria la prova di Buemi, ottavo dopo essere partito 23esimo, mentre Alguersuari ha concluso decimo dietro Rosberg.

Grande spavento per Nick Heidfeld: al 25esimo giro la sua Renault è andata in fiamme appena dopo l’uscita dalla pit-lane. Nessuna conseguenza per il pilota tedesco, uscito appena in tempo dall’abitacolo. Fuori gioco anche Schumacher e Trulli, Liuzzi invece ha concluso 20esimo.

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