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Genova, San Rocco di Camogli premia il cane più fedele

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Il cane non è solo il miglior amico dell’uomo ma anche quello più fedele. E questo a San Rocco di Camogli, in provincia di Genova, lo sanno bene. Qui dal 1962 ogni 16 agosto si premia il cane più fedele. Quest’anno per la premiazione è prevista anche la presenza del Ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla.

La tradizione di San Rocco nasce intorno alla figura di un cagnolino, Pucci, diventato ormai leggendario nel paese. Pucci, abbandonato dai padroni, arrivò a San Rocco affezionandosi a tal punto ai bambini delle scuole elementari da aspettarli ogni mattina, per dieci anni di seguito, sul piazzale della Chiesa, per poi accompagnarli a scuola. Lì rimaneva fermo aspettando l’ora della ricreazione per giocare con i bambini e mangiare il cibo che gli offrivano; al termine delle lezioni riaccompagnava i ragazzi sul piazzale della Chiesa.

E’ stato il signor Giacinto Crescini che, ispirato dalla storia di Pucci, pensò di istituire il premio e d’accordo con il parroco don Carlo Giacobbe diede vita al ‘Premio Fedeltà del Cane’ riuscendo a legarlo alla festa patronale dedicata a San Rocco che tradizione vuole sia il protettore dei cani.
La tradizione vuole, infatti, che sia stato proprio un cane l’unico ad avvicinarsi a San Rocco, quando il santo contrasse la peste. Il cane gli portava ogni giorno un pezzo di pane sottratto alla mensa del suo padrone, il nobile Gottardo Pallastrelli. Il nobile un giorno, seguendo il cane, giunse alla capanna dove era San Rocco e lo soccorse curandolo. E’ proprio per questo che, in genere, San Rocco viene rappresentato accompagnato da un cane.

Sono ormai tantissime le storie premiate a San Rocco in questi ultimi 50 anni e ogni anno, grazie al premio, si rinnova il legame tra l’uomo e gli amici a quattro zampe.
Vincitore dell’edizione 2011 è Ares, un dobermann che mentre giocava con il suo padrone, Ghery Garritano carabiniere di Sanremo, ha visto rovinare addosso al suo padrone un cancello vecchio e arrugginito, pesante oltre 200 chili, che questo aveva urtato inavvertitamente. Il carabiniere rimasto incastrato sotto il peso a faccia in giù, ferito e semicosciente, senza potersi muovere, è riuscito a sopravvivere solo grazie alla sua corporatura.
I due si trovavano in un luogo isolato e difficilmente qualcuno lo avrebbe potuto soccorrere. Ares ha iniziato a leccare il volto del padrone per cercare di svegliarlo. Poco dopo ha sentito il rumore di un’auto in lontananza e l’ha raggiunta. La coppia che occupava l’auto, spaventata dal cane, in un primo momento non ha avuto il coraggio di uscire dall’abitacolo.
Allora il cane ha iniziato a saltellare e scodinzolare. La coppia si è così convinta a seguirlo fino al punto dove si trovava il suo padrone. I due con fatica sono poi riusciti a sollevare il cancello, liberando il carabiniere, e hanno chiamato i mezzi di soccorso.