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I pinguini di Mr Popper

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È uscito anche in Italia il 12 agosto “I pinguini di Mr Popper”, il nuovo film con Jim Carrie per la regia di Mark Waters.

Tratto dall’omonimo libro di Florence and Richard Atwater, la storia comincia raccontando l’infanzia di un bambino cresciuto con un padre assente, sempre in giro per il mondo con le sue esplorazioni geografiche, che tenta di compensare la sua mancanza con souvenir da ogni parte del mondo e messaggi radio.

Con un salto temporale di circa trent’anni, ritroviamo quel bambino che nel frattempo è diventato un uomo (Jim Carrey) che vive in un lussuosissimo appartamento a Manhattan e sta per diventare socio di una delle più importanti agenzie immobiliari di New York; ma, se possiamo definirlo una persona di successo dal punto di vista lavorativo, lo stesso non si può certo dire della sua vita affettiva: separato, con i suoi due figli sta commettendo lo stesso errore che suo padre aveva commesso con lui, e cioè li trascura perchè troppo impegnato a preoccuparsi del suo lavoro.

Il rapporto è già sull’orlo della lacerazione con la figlia adolescente, che si sente incompresa e inascoltata da questo papà part – time, e rischia di crollare anche con il figlio più piccolo se non dovesse riuscire a trovare un modo per festeggiare in maniera unica il suo compleanno; per non parlare poi della moglie, ormai arresa davanti all’evidenza che l’unica cosa che interessi a Mr Popper sia vendere case e diventare sempre più ricco.

Un giorno, però, accade qualcosa di incredibile: dopo anni di silenzio, arriva l’ultimo souvenir di suo padre, morto in una spedizione in Antartide. Il protagonista apre il pacco scarsamente incuriosito, e anche un po’ infastidito dal ritardo che questa sorpresa gli stia procurando, e dentro ci trova un pinguino! Ma quello che già sembra essere un assurdo incubo sta per peggiorare ancora perchè dopo poco arriverà un altro pacco contenente ben altri cinque pinguini!

Da quel momento gli animali gliene combineranno di tutti i colori stravolgendo non solo la sua casa (che viene costantemente riempita di neve e tenuta ad una temperatura adatta per gli animali), ma anche la sua vita, spingendolo a rivedere le sue priorità, ad analizzare il suo rapporto con la moglie e i figli e riscoprendo il valore dell’amore e della famiglia, di cui ormai i pinguini (a cui vengono anche dati dei nomi in base al loro carattere, come ai sette nani di Biancaneve) fanno parte.

Principalmente, però, ad essere indagata è la figura paterna, facendo scattare nella mente del protagonista una serie di ricordi che aveva tentato di eliminare per tutta la sua vita, perchè in fondo lui, a quel papà lontano, voleva bene; e se c’è un insegnamento che gli ha trasmesso, sebbene post – mortem, è come essere un buon padre, facendogli capire, con un regalo insolito, di rimpiangere di non essere stato per suo figlio la figura importante che avrebbe dovuto e voluto essere, ma anche che lui è ancora in tempo per non morire con lo stesso rimpianto.

C’è spazio anche per la tematica ambientalista: Mr Popper, infatti, si scontra spesso con “l’esperto di pinguini” che vorrebbe portare gli animali allo zoo per farli vivere nel loro habitat naturale che, nonostante tutti gli sforzi, non potrà mai essere completamente ricreato in un appartamento di Manhattan. Di cosa hanno realmente bisogno gli animali? Di vivere nel loro ambiente in cattività, o di qualcuno che dimostri loro quotidianamente affetto? La posizione presa dal film è chiara: niente è più importante dell’amore, indipendentemente dal fatto che si parli di animali o di persone.

“I pinguini di Mr Popper” è una commedia natalizia fuori stagione, ma nonostante parli di freddo e neve durante un caldissimo agosto, questo non ci impedisce di ridere di gusto per 94 minuti.

Jim Carry, dopo essersi nascosto dietro il trucco di Lemony Snicket, la maschera del Grinch o la sua immagine computerizzata in A Chrismas Carol, torna finalmente a divertire con la sua faccia, le sue smorfie e i suoi gesti, dimostrandosi ancora una volta un comico di alto livello, in grado di tenere incollato allo schermo un pubblico di tutte le età.