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Libia, rapiti quattro giornalisti italiani

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Ansia e preoccupazione in alcune redazioni giornalistiche per il rapimento di quattro giornalisti italiani, avvenuto poco fa in Libia. Si tratta di due colleghi del Corriere della Sera, un terzo de La Stampa e un inviato di Avvenire. Secondo quanto riferisce l’emittente satellitare al-Jazeera il sequestro è avvenuto nei pressi di Zawiya, città della Libia nord-occidentale a 50 km da Tripoli.

Uno di loro è riuscito a mettersi in contatto telefonicamente con la propria redazione. “Stiamo bene”, ha detto. Il cronista avrebbe anche aggiunto che a rapire il gruppo di corrispondenti italiani sarebbero state persone legate al colonnello Gheddafi.

Bruno Tucci, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, riferisce la dinamica del rapimento: i quattro giornalisti stavano “andando, nel primo pomeriggio, in macchina verso Tripoli, quando sono stati fermati da un gruppo di lealisti che, dopo aver ammazzato l’autista, li ha portati in un appartamento. A quel punto hanno permesso al collega dell’Avvenire di chiamare con un telefono fisso la redazione del giornale per avvertire del sequestro”.

L’unità di crisi della Farnesina si è prontamente attivata. La presidenza del Consiglio, in continuo contatto con la Farnesina, segue di minuto in minuto la vicenda.

Potrebbe trattarsi di un geston dimostrativo, ed è quello che ci auguriamo tutti.