Home Varie Teatro Pene d’amor perdute, a metà tra Shakespeare e la tv

Pene d’amor perdute, a metà tra Shakespeare e la tv

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Tre giovani ragazzi giurano fedeltà al loro re impegnandosi (con tanto di firma) a rispettare un solenne patto che li impegna per tre anni a dedicare tutto il loro tempo allo studio rinunciando pienamente a ogni attività ludica, specialmente le donne.
Quando però quattro donne molto attraenti si presentano al Palazzo reale, il loro giuramento viene messo a dura prova.

L’idea del regista Alvaro Piccardi è stata quella di ambientare la storia shakesperiana in una sorta di America degli anni ’50 per costumi e ambientazioni e la cosa può anche risultare gradevole allo spettatore. Quello che forse è più criticabile è la scelta di intercalari o parolacce inserite ad hoc nel testo per strappare più facilmente una risata; sicuramente avrebbero potuto effettuare una scelta diversa.
Come la maggior parte delle volte, nei testi di Shakespeare riscuotono più successo i personaggi di contorno che i protagonisti stessi e molto probabilmente perché i registi – e Piccardi in questo non fa eccezione – dedicano maggiore dedizione e cura nel colorirli e caratterizzarli.
Il pubblico, infatti, ha risposto positivamente all’interpretazione di personaggi come Fava, Giacometta, o il poliziotto meridionale che, insieme al prete e all’anziana maestra (peccato che era interpretato da una ragazza visibilmente giovane e graziosa), rendevano molto l’idea di commedia all’italiana.
Fare un miscuglio di generi spesso può rivelarsi una scelta vincente, specialmente quando si tratta di dover interpretare un autore che è stato visto in ogni salsa concepibile, solo che c’è stato un qualche sconcerto generale che volteggiava sul Globe quando, nel finale, parte una musica con tanto di coro e balletto generale che sembrava quasi un programma televisivo da sabato sera.

Qualcuno tra il pubblico ha addirittura scherzato dicendo che sembrava di vedere uno spettacolo del Bagaglino e personalmente non mi sento così distante da questo giudizio.

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