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Tennis, Atp Gstaad: l’acuto di Granollers, il torneo è suo

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Se la presenza dell’esperto madrileno Verdasco era preventivabile fin dal sorteggio del tabellone, molto più sorprendente è il fatto che a sfidarlo per il titolo sia arrivato il catalano Granollers, alla terza finale in carriera.

Il tennista di Barcellona, n.°8 del seeding, esce meglio dai blocchi e già al primo game strappa la battuta ad un falloso Verdasco che per tutto il primo set continuerà a non trovare mai il campo con il dritto. Il break iniziale, conquistato grazie ad un fortunato nastro vincente, risulterà decisivo poiché Granollers manterrà sempre la battuta senza problemi fino al 6-4 che chiude il primo parziale; un risultato meritato anche per la qualità del gioco espresso dal tennista catalano capace di alternare frequenti discese a rete a millimetriche smorzate.
Nel secondo set Verdasco parte con il piede giusto: alza il numero dei vincenti, sbaglia meno e in pochi minuti vola sul 3-0.
Anche la battuta funziona meglio al madrileno che mantiene sempre il comando delle operazioni e chiude meritatamente la seconda frazione per 6-3.
La svolta del match arriva nel terzo set quando, avanti per 3-2, Granollers coglie un break decisivo con la complicità di Verdasco tornato quello dell’inizio della partita, lontano parente del tennista ammirato nel 2009. Granollers mantiene il break di vantaggio fino in fondo e chiude la partita per 6-4 3-6 6-3.

Per il tennista catalano si tratta del secondo titolo in carriera dopo Houston 2008, arrivato al termine di una settimana da sogno nel corso della quale ha battuto gente del calibro di Andreev, Wawrinka e Youzhny. Dopo l’ultimo punto il trionfatore si lascia cadere, sfinito e contento, si immerge nella terra che lo ha laureato campione e piange, incredulo dell’impresa appena compiuta.

Verdasco, invece, sembra avere smarrito il tennis dei giorni migliori: il servizio non fa più male come una volta e anche le accelerazioni di dritto hanno perso efficacia. Quando spinge va troppo spesso fuori giri e il morale è sotto terra.
Sembra il fantasma del tennista che stabilmente stazionava nella Top Ten del ranking ATP e non solo per il cambio di look. Forse con il ritorno del circuito sul cemento saprà risollevarsi.