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Ad Ancona in mostra i capolavori dell’arte europea da Raffaello a Tiepolo

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Ultima Cena Sarà inaugurata il 3 settembre e proseguirà fino all’8 gennaio prossimo la grande mostra dal titolo: ‘Alla Mensa del Signore. Capolavori dell’arte europea da Raffaello a Tiepolo’. 111 opere tra dipinti, oggetti e antichi donativi rari e preziosi saranno esposti alla Mole Vanvitelliana di Ancona.

”E’ ormai esperienza consolidata -scrive il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nell’introduzione al catalogo della mostra- accompagnare la celebrazione dei Congressi Eucaristici Nazionali con un’esposizione di opere d’arte sacra, che sottolinei il legame fra il Vero e il Bello. In questo filone, si inserisce la mostra allestita ad Ancona, intitolata: Alla Mensa del Signore”.

Il tema dell’Ultima Cena è analizzato attraverso le opere di grandi maestri dal ’500 al ’700, da Raffaello al Tiepolo, suddivise in undici sezioni, con un particolare omaggio a Leonardo e al suo Cenacolo con tre opere straordinarie e un intervento in catalogo di Carlo Pedretti.

La prima raggruppa l’antico complesso scultoreo in legno dipinto realizzato negli anni 1528-1532 da Andrea da Milano e Alberto da Lodi e composto da tredici figure, Cristo e gli Apostoli. L’opera, che prende a modello proprio l’affresco del refettorio delle Grazie, viene esposta per la prima volta fuori sede, le sculture provengono dal Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno.

Le altre due opere sono la copia settecentesca del grande arazzo vaticano raffigurante il Cenacolo di Leonardo, proveniente dagli appartamenti vaticani, e la tela di Cesare Magni raffigurante l’Ultima Cena leonardesca, proveniente dalla Pinacoteca di Brera.

L’ultima sezione della rassegna ai maestri del XX secolo. ”Si tratterà -spiega Giovanni Morello, curatore della rassegna – di una decina di opere, di cui la metà provenienti dalla Collezione di Arte contemporanea dei Musei Vaticani.

Accanto ai dipinti e alle sculture sarà posibile ammirare anche una scelta di oggetti liturgici, opere di grandi argentieri locali, romani e internazionali, che consentiranno ai visitatori di conoscere il ricco patrimonio di tutte le diocesi delle Marche, con manufatti realizzati tra il Cinquecento e il Novecento.