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Cesare Battisti chiede perdono alle vittime del terrorismo

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Le responsabilità politiche delle sue azioni, Cesare Battisti le ha sempre riconosciute, negando, però, l’ammissione della sua partecipazione diretta agli attentati.
L’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo, infatti, ha chiesto “perdono” per le vittime degli attentati avvenuti in Italia negli anni ’70, ma in un’ intervista ha dichiarato di non essere pentito perché lui non ha commesso omicidi.

“Quando c’è stato l’attentato a Torregiani e il figlio è rimasto ferito, ricordo che ho pianto, fin da subito, da quando ho letto la notizia su ‘La Notte’ di Milano” – dice Battisti – Ho sempre avuto grande compassione per le vittime, vorrei che la si avesse per tutte, di una parte e dell’altra. Già all’epoca degli attentati sentivo compassione”.
Eppure, afferma di non aver commesso l’omicidio, anzi, ribadisce con fermezza che quelle accuse rivolte nei suoi confronti le ritiene tristi ed infami.

Ormai la nuova vita di Battisti è in Brasile, una vita da uomo libero, in un’abitazione dove campeggiano immagini di Che Guevara, Marx e Lenin: parla quasi meglio il portoghese che l’italiano ed è fidanzato con una donna di Rio de Janeiro, Joyce Lima. Proprio per una casa editrice di San Paolo pubblicherà un altro romanzo, dal titolo “Ai piedi del muro”. Eppure, ammette di nutrire nostalgia verso il suo Paese d’origine: “Mi porto dentro l’Italia del passato, quella che ancora sognava, un Paese che lottava per la giustizia. Ho tanti ricordi visto che dall’Italia sono uscito non da bambino, ma da adulto. Là – dice – c’è la mia infanzia, la mia famiglia”.

Le dichiarazioni rilasciate circa il coinvolgimento negli omicidi e la richiesta di perdono con mancato pentimento (“Pentimento – ha detto – è una parola ipocrita legata alla religione e non mi piace”) hanno indignato la politica italiana: “Sono dichiarazioni orribili che ovviamente non meritano nessuna risposta da parte istituzionale – ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini – La risposta che merita Battisti l’ha già avuta da parte dei familiari delle vittime che lui ha ucciso, perché lui ha ucciso. Su questo le sentenze di condanna parlano chiaro”, ha aggiunto.
“Non volevo commentare queste ultime dichiarazioni, ma credo che a questo punto si imponga un passo diplomatico e ne parlerò con Frattini” – ha spiegato La Russa – Non è possibile che dopo il danno ci sia la beffa, che un terrorista abbia la sfrontatezza di dire che ha pianto pensando a Torreggiani e che lui è assolutamente innocente. Chi dice che lui è colpevole non è La Russa, ma il sistema giudiziario italiano in tutti i suoi gradi. Il solo fatto che lui lo apostrofi con parolacce, credo che in Italia sarebbe reato. Credo che l’Italia debba a questo punto fare un passo, da parte mia non mi rassegno al fatto che non sia stato estradato”.