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I primi 100 giorni di De Magistris

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Sono passati poco più di cento giorni da quando Luigi De Magistris ha iniziato la sua avventura di sindaco di Napoli. Ex magistrato ed europarlamentare dell’Italia dei Valori, De Magistris ha condotto una campagna elettorale, ipse dixit, “rivoluzionaria”: sostenuto dai delusi dalla politica, dai giovani in cerca di una personalità nuova e credibile e, nondimeno, dalle donne, perché oltretutto è pure ” nu bello guaglione”; ha ottenuto una vittoria schiacciante, contro ogni pronostico.

Ma cosa è successo da allora? Innanzitutto il neosindaco ha presentato la sua squadra di lavoro, composta da magistrati, giornalisti, professori ma anche politici di professione: un gruppo ambizioso di persone credibili, almeno sulla carta, perché lontane dai poteri delle lobby e da collusioni sospette. Insomma, il sogno di una giunta dalle “mani pulite” nella terra di Gomorra. Ma è stato proprio il neosindaco, che intanto si è guadagnato l’appellativo di “Giggino ‘a manetta”, attribuitogli dai berluscones in memoria dei suoi trascorsi da pm, a trasmettere il primo segnale di rottura col passato: appena insediato ha tagliato 105 dirigenti della vecchia amministrazione in scadenza di contratto, per ridurre il disavanzo di bilancio del comune che oggi pare si attesti intorno ai 40 milioni di euro. Sono seguiti in breve tempo provvedimenti per le zone a traffico limitato, un progetto di trasformazione della zona di p.zza Garibaldi in un’area mercatale multiculturale, l’iniziativa “Napoli semplice”, che velocizza il rilascio di concessioni agli esercizi commerciali. Poi il progetto “Laboratorio Napoli: Costituente per i Beni Comuni”, che seguendo il leitmotif della campagna elettorale, si pone come esperimento di democrazia partecipativa: permetterà infatti a cittadini, associazioni, reti e comunità, di contribuire attivamente alla definizione delle politiche locali. Nell’ambito di questo stesso progetto, nascerà una consulta per la gestione dell’evento “Coppa America” a Bagnoli: un’occasione imperdibile per rilanciare sui circuiti internazionali l’immagine della città, e cominciare a sradicare dall’immaginario collettivo l’equazione perversa “Napoli=monnezza”. Ed è senza dubbio la questione rifiuti il tema più urgente da affrontare, la partita in cui la nuova amministrazione si gioca la sua credibilità. Il  progetto ambizioso  presentato in campagna elettorale prevede “rifiuti zero” per la città, attraverso un programma di diffusione capillare in tutti i quartieri della raccolta differenziata porta a porta, la progressiva eliminazione delle discariche e la costruzione di impianti di compostaggio per il trattamento dell’umido, oltre al blocco del termovalorizzatore di Napoli Est.

La prima delibera della nuova giunta, datata 16 giugno, ha riguardato infatti proprio le disposizioni urgenti per affrontare l’emergenza. Al di là di qualche semplicistica dichiarazione di ottimismo (“la città sarà pulita in 4-5 giorni” aveva dichiarato De Magistris, prima che un’ordinanza del sindaco di Caivano, poi decretata illegittima dal TAR, chiudesse uno dei siti provvisori per lo stoccaggio), le delibere di giunta contengono misure per l’estensione della raccolta differenziata a più di 300.000 cittadini, l’implementazione di isole ecologiche mobili e fisse e un  programma di investimenti per la costruzione di impianti di compostaggio. E mentre accordi internazionali permetteranno che le giacenze vengano trasferite via mare in Olanda, il sindaco continua ad impegnarsi per sbloccare 2 miliardi di euro di fondi europei bloccati per il patto di stabilità, da investire per il rilancio della citta’, i progetti di Bagnoli, di Napoli est.

I primi 100 giorni di De Magistris sono stati raccontati in un video ufficiale diffuso sul sito web del Comune, in cui gli assessori della Giunta hanno spiegato le iniziative già avviate e gli obiettivi futuri de raggiungere. A De Magistris spetta il messaggio finale, un messaggio di speranza, perchè “Napoli è ripartita a tutto tondo”, e speriamo che nessuno la fermi più.