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L’Uomo Vitruviano in soccorso dei ghiacci del mare Artico

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Uomo Vitruviano al Polo NordUna gigantesca versione del famoso disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci è stata realizzata sui ghiacci in via di scioglimento del mare Artico, a soli ottocento chilometri dal Polo Nord, per richiamare l’attenzione sullo scioglimento dei ghiacci artici causato dai cambiamenti climatici. Greenpeace ha chiesto all’artista John Quigley – che è a bordo della Artic Sunrise, una delle navi dell’associazione ambientalista – di creare un enorme Uomo Vitruviano “in via di scioglimento”, sfruttando iconicamente il ritrarsi dei ghiacci.
L’opera, che ha l’estensione di quattro piscine olimpioniche, è stata realizzata per mostrare come il cambiamento climatico stia causando il rapido scioglimento della calotta glaciale, ben oltre le previsioni di cui si disponeva. I dati sullo spessore minimo dei ghiacci artici, attesi per la fine di settembre, potrebbero infatti far registrare uno dei record più bassi della storia.
La comunità scientifica [1] prevede che i ghiacci potrebbero arrivare a scomparire del tutto, nel periodo estivo, entro le prossime due decadi, con gravi ricadute per l’umanità e per la biodiversità del pianeta. I ghiacci artici alla deriva nel Polo funzionano infatti come una sorta di enorme “condizionatore globale”, aiutando a mantenere stabile il clima e riflettendo l’80% dell’irraggiamento solare nello spazio. Lavorando in condizioni climatiche estreme, in uno dei luoghi più remoti e impervi del pianeta, Quigley è stato assistito dai volontari dell’equipaggio della Artic Sunrise, che hanno impiegato le fasce di rame comunemente usate per la produzione dei pannelli solari per “disegnare” la famosa opera rinascimentale.
Tutti i materiali impiegati sono stati rimossi, una volta completata e fotografata l’opera, e saranno riutilizzati a fini ambientali.
“I poli sono le regioni più sensibili ai cambiamenti climatici sulla Terra, e lo scioglimento dei ghiacci artici è uno degli impatti più visibili dell’instabilità climatica. Evidenziando gli enormi cambiamenti in corso nell’Artico, Greenpeace si è unita a John Quigley, per creare un’immagine che mostra come la nostra dipendenza dalle fonti di energia fossili stia ribaltando gli equilibri della relazione tra uomo e natura”, dichiara Frida Bengtsson, responsabile della spedizione di Greenpeace nell’Artico.
Il lavoro artistico di Quigley segna l’inizio di una spedizione della durata di un mese della Artic Sunrise, che vedrà la nave e il suo equipaggio impegnati a supportare il lavoro di un gruppo di ricerca della Cambridge University, in un progetto scientifico per la misurazione dello spessore dei ghiacci.

Note: [1] Il National Snow and Ice Data Centre (NSIDC) statunitense, il principale istituto scientifico per la ricerca sull’estensione dei ghiacci, ha già confermato che quest’anno i ghiacci si sono ritratti sino a coprire la terza più piccola area mai registrata. Si è verificata, negli ultimi 30 anni, una forte riduzione dello spessore e dell’estensione dei ghiacci dell’Artico nel periodo estivo, dovuta all’innalzamento delle temperature globali.