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Nuove indagini sull’attentato a Paolo Borsellino

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19 luglio 1992: una data indimenticabile per la storia del nostro Paese, quella in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.

La Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo per indagare sul “colossale depistaggio” dell’inchiesta, come lo ha definito il procuratore Sergio Lari, che parla di manipolazione delle informazioni e delle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, ad opera degli apparati investigativi e dei servizi segreti.
Il nuovo filone d’indagine ha rimesso in discussione tutto l’impianto processuale basato sulle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino.

Ecco, dunque, che si riapre il processo per la strage di via D’Amelio, per una revisione: i magistrati sono convinti che sette dei condannati all’ergastolo sarebbero estranei all’attentato.
Per quanto riguarda il depistaggio, sotto accusa è il pool investigativo guidato da Arnaldo La Barbera, morto nel 2002, nonchè apparati investigativi e uomini dei servizi di sicurezza. Tre di loro sono indagati: Mario Bo, attuale dirigente della squadra mobile di Trieste; Vincenzo Ricciardi, questore di Bergamo, e Salvatore La Barbera, ora dirigente della polizia postale di Milano.