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A Roma la protesta dei lavoratori del pubblico impiego

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Un corteo a Roma per chiedere le dimissioni del governo e rivendicare i diritti del lavoro: la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil con i lavoratori del pubblico impiego, i precari della scuola e dell’universtà, ha contato più di 20 mila persone accorse da ogni parte d’Italia.
Il corteo ha sfilato per le vie del centro, da piazza Repubblica a piazza del Popolo, sulle note dei Beatles: hanno partecipato anche gli studenti universitari della Capitale, in difesa del’istruzione pubblica e della ricerca.

In testa al corteo, il leader di Sel Nichi Vendola, che, ha commentato così la situazione politica italiana: “Il capo del Governo fugge e si rifugia nel Paese incantato, va dal suo amico Putin” riferendosi al recente viaggio a Mosca del premier per festeggiare il compleanno dell’ex presidente russo, aggiungendo che “liberarsi da Berlusconi è davvero liberarsi da un incubo”. Le ricette per uscire dalla crisi ci sono: innanzitutto “redistribuzione della ricchezza”, da realizzarsi “con la patrimoniale, con la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie, con i tagli alle spese militari” e poi gli investimenti per lo sviluppo nella ricerca e nell’innovazione.

E ancora più mirato è l’intervento del segretario Cgil Susanna Camusso: “Il Paese non ne può più di avere tutto sulle sue spalle, sconta 3 anni di negazione della crisi”. E il superamento della crisi non può prescindere da un passaggio obbligato: “il Paese non recupera credibilità se questo governo non se ne va il più presto possibile”. Il segretario si scaglia contro il possibile condono ventilato in questi giorni come una delle possibili manovre aggiuntive, e attacca il Ministro del Lavoro Sacconi, reo di non avere ben compreso le indicazioni della Bce, che di fatto è stato “uno schiaffo” all’Italia e “un commissariamento di questo governo, che è contro il lavoratori”.

Intanto l’assemblea dei delegati Fiom ha decretato lo sciopero generale di otto ore per venerdì 21 ottobre, sempre a Roma, di tutti i lavoratori del gruppo Fiat e della componentistica.
La manifestazione porterà all’attenzione nazionale il rischio del “disimpegno industriale dell’azienda nel nostro Paese”, ha spegato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, aggiungendo: “Scioperiamo perchè Fiat resti in Italia”.