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Dopo Berlusconi? Ancora Berlusconi!

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Alfano AngelinoIl post-Berlusconi ormai è l’argomento principe del dibattito politico degli ultimi anni. Non che sia particolarmente avvincente, per carità, ma è quello che ci passa il Palazzo. Le domande sono sempre le stesse: chi sarà il suo successore? O meglio, ci sarà un successore? O Berlusconi continuerà a proporsi come unico candidato possibile pure nel 2013?

Quello che sembrava dover prendere le redini del Pdl, il nuovo segretario politico Angelino Alfano, in realtà non perde occasione per ricordare che senza Berlusconi non si va da nessuna parte. Proprio in questi giorni infatti, il segretario ha dovuto tenere a bada le rimostranze di una “fronda” interna al partito che ha mostrato una certa stanchezza nei confronti della maggioranza di governo. Leader di questa dissidenza interna, Claudio Scajola, le cui ultime notizie a riguardo risalgono alla famosa casa vista Colosseo comprata a sua insaputa, e il senatore Beppe Pisanu, Presidente della Commissione Antimafia. Secondo indiscrezioni, i due, con l’appoggio non tanto tacito del governatore della Lombardia Formigoni (“Berlusconi non sarà il candidato nel 2013“, aveva dichiarato a Repubblica), starebbero lavorando ad un progetto di allargamento del Pdl verso i partiti centristi, senza escludere la possibilità di un governo di transizione che conduca alle prossime elezioni. Il segretario Alfano si è detto ottimista sulla possibilità di considerare le questioni poste da Scajola e da altri esponenti della vecchia Forza Italia, e ha pure confermato di essere interessato ad un dialogo con l’Udc, purchè non si riduca ad “un bla bla bla reciproco“.

La premessa, neanche a dirlo, è una sola: non si può esautorare il premier. “La condizione che mi viene posta” dall’Udc, cioè di “accantonare Berlusconi  è una condizione impraticabile e ingiusta“, ha sottolineato Alfano intervenendo al convegno di Saint Vincent organizzato dal Ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. Nessun dubbio sulla prosecuzione della legislatura, si andrà avanti fino al 2013, e siccome quelli di sinistra “sono divisi su tutto“, il segretario pensa che il centrodestra vincerà anche la prossima tornata elettorale. Insomma il tormentone Berlusconi sì-Berlusconi no non sembra destinato a finire: il rinnovamento può aspettare ancora un pò.