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INGV e HOS: necessario conservare documenti e attrezzature

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Il simposio scientifico, organizzato congiuntamente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Historical Oceanography Society (HOS), ha avuto come messaggio principale la necessità di sensibilizzare gli Enti e gli Istituti di Ricerca, sia nazionali che internazionali, alla preservazione e conservazione di documenti e attrezzature, anche recenti, ma di potenziale valore storico, che spesso vanno perdute a causa del frequente turn-over tecnologico ed assenza di norme specifiche al riguardo.

L’HOS, associazione senza scopo di lucro, è stata fondata da Cosmo Carmisciano, Federico De Strobel, Nadia Pinardi, Giuseppe Manzella e Antonio Di Natale, e si trova presso “Villa Pezzino”, sede dell’INGV di Portovenere, in via Pezzino Basso n.2; qui è possibile accedere ad un Archivio Storico di inestimabile valore, custodito all’interno della sede. Si tratta di un patrimonio storico-librario che conta oltre 200 testi sull’oceanografia dei secoli passati, dall’epoca greco-romana alle grandi spedizioni scientifiche dell’Ottocento, ad esempio testi sulle conoscenze delle maree degli antichi; trattati sui flussi e riflussi del ‘500; opere rarissime come il primo testo di Oceanografia italiano del 1598 di G. Botero; un raro ed approfondito studio sull’inversione delle acque nella baia di Stoccolma e la teoria luni-solare di uno sconosciuto medico “Apollonio Menabene”, per alcuni anni al servizio di re Giovanni di Svezia.

L’incontro è iniziato con una lectio magistralis sulla storia dell’Oceanografia di Federico De Strobel, presidente della HOS, che, parlando della riscoperta di grandi scienziati attraverso l’Oceanografia, ha ricordato che anche grandi umanisti del passato, tra i quali il più eminente è il filosofo I. Kant, si sono dedicati all’ insegnamento della geografia fisica (a quell’epoca, evidentemente, la filosofia non produceva pecunia). Successivamente il presidente ha descritto le scoperte dei grandi esploratori, quali William Scoresby che ipotizzava l’estensione della corrente del Golfo nell’Artico e che nel 1813 osservò per la prima volta che l’oceano polare aveva una temperatura più calda a profondità notevoli che sulla sua superficie. Quindi, De Strobel si è cimentato nella spiegazione dell’importanza degli studi sulla salinità e delle teorie sulle caratteristiche termiche del mare dello scienziato Robert Boyle, continuando con Luigi Ferdinando Marsili (o Marsigli come direbbero gli americani) fino ai padri della moderna oceanografia.

Durante il convegno i relatori hanno discusso della tecnologia del ‘500, mostrando disegni e immagini di scandagli, correntometri, misuratori d’acqua e il primo mappamondo idrografico con correnti, la caccia alle balene correlata alle attività scientifiche, fino alle strumentazioni degli anni ’70.
I rappresentanti dell’INGV, dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), dell’Istituto Idrografico della Marina (IIM), del Nato Undersea Research Centre (NURC) del Consorzio Interuniversitario per le Scienze del Mare (CONISMA), della Stazione Zoologica di Napoli, hanno sottolineato l’importanza del loro ruolo nella storia dell’Oceanografia italiana e nel mondo, anche attraverso gli studi di Oceanografia polare e di biologia marina.
L’azione congiunta di questi Enti di ricerca è di fondamentale utilità negli studi sugli oceani, che in passato hanno prodotto e producono oggi benefici per la scienza, contribuendo al miglioramento ambientale.

Un momento di grande commozione è stata la premiazione di Roberto Frassetto, primo direttore dell’Istituto per la Studio delle Grandi Masse del CNR a Venezia ed ex presidente del IGBP Italia (International Geosphere Biosphere Program del Global Change), pioniere dell’oceanografia del primo dopoguerra.

Molto stimolanti gli interventi relativi agli excursus storici di alcune branche dell’oceanografia.

L’appello: Cambiamento e adeguamento della normativa, identificazione degli strumenti di potenziale valore storico, inventario e reperimento della documentazione tecnica, inventariamento e digitalizzazione al fine di rendere pubblici i documenti, progetti nazionali ed europei.

 

Sonia Topazio