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Ispezione a Napoli e Bari sull’inchiesta escort

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Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto un’ispezione alla Procura di Napoli e a quella di Bari in merito all’inchiesta sul giro di escort nelle residenze del Presidente del Consiglio. La richiesta di una ispezione era stata avanzata dagli esponenti del Pdl, Cicchitto e Gasparri, in una serie di interrogazioni parlamentari.

Il Ministro ha dato mandato di aprire un’inchiesta amministrativa, per verificare se a Bari vi sia stata un’azione del procuratore capo Laudati tesa a ritardare la chiusura dell’indagine sul giro di denaro che dal premier, passando per il faccendiere Lavitola, è arrivato all’imprenditore della sanità barese Gianpaolo Tarantini.

A Napoli gli ispettori indagheranno sul decreto con cui i pm hanno sollevato dal segreto professionale l’avvocato Nicola Quaranta, uno dei legali di Tarantini e verificheranno l’origine della fuga di notizie su una delle intercettazioni tra Lavitola e Berlusconi che, prima ancora che fosse depositata agli atti, è stata pubblicata dal settimanale L’Espresso. Per intenderci, si tratta della telefonata in cui il premier consigliava a Lavitola di non rientrare in Italia, perchè tanto “vi scagionerò tutti”.
In realtà il primo settimanale a rivelare, nell’agosto scorso, l’esistenza di un’inchiesta sul presunto ricatto di Lavitola e Tarantini al Presidente del Consiglio fu Panorama, edito Mondadori, il cui caso non compare però tra le motivazioni della richiesta di ispezione. Infine, c’è da chiarire la revoca della competenza ad indagare decisa dal Tribunale di Napoli.

Non sono mancate reazioni immediate dall’opposizione: “Il Pdl chiama, Nitto Palma risponde – ha dichiarato  il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadiè bastato che Gasparri e Cicchitto chiedessero l’invio degli ispettori e subito il ministro Nitto Palma lo ha disposto”.