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Italia sotto esame al Consiglio europeo

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L’Europa si aspetta risposte certe dal governo italiano: mentre è in corso il vertice europeo dei Capi di stato, ci si interroga sul contenuto della missiva inviata dal presidente Berlusconi ai leader dei paesi Ue. La lettera d’intenti, 15 pagine dal contenuto fortemente politico, sarà oggetto delle valutazioni dalla Commissione europea, che la esaminerà riga per riga, per poi promuovere o bocciare le promesse del governo. Il Premier, arrivato a Bruxelles, non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa: qualche sorriso forzato nell’incontro con la cancelliera Angela Merkel e una cordiale indifferenza nei confronti del presidente francese Sarkozy sono gli inevitabili postumi dell’incidente diplomatico provocato dalle risate dei due leader nella conferenza stampa di domenica.

Apparentemente tranquillo, Berlusconi sa benissimo che in una sola notte si gioca la credibilità del governo: il Consiglio durerà molte ore ed esaminerà le proposte di riforma per avviare la ripresa economica del Paese. L’Europa si aspettava la riforma delle pensioni e, nonostante le resistenze della Lega, si è raggiunto un accordo sull’argomento: si andrà in pensione, uomini e donne, a 67 anni e l’innalzamento dell’età pensionabile avverrà con un percorso graduale da qui al 2026. Prevista inoltre la riforma del lavoro, con licenziamenti più facili anche per i contratti a tempo indeterminato per le aziende in particolari condizioni di crisi, oltre a misure di mobilità nel pubblico impiego e a condizioni più stringenti per contratti parasubordinati. Queste linee d’azione, proposte a sorpresa dal governo, hanno suscitato l’immediata protesta di sindacati e opposizioni, che hanno duramente contestato la segretezza della missiva, inviata direttamente ai vertici Ue senza alcun passaggio in Parlamento.

Uno degli obiettivi più ambiziosi dichiarati dal governo è l’abbattimento del debito pubblico: entro il 31 dicembre sarà costituita una commissione di esperti sul tema per individuare le misure necessarie ed elaborare un piano che preveda dismissioni del patrimonio dello Stato per 5 miliardi di euro per tre anni. Nel programma anche le liberalizzazioni dei servizi pubblici e la costituzione di “zone a burocrazia zero” per semplificare l’attività delle imprese.

Sull’elenco di intenzioni presentato dal governo, è intervenuto anche Mario Draghi, nel suo ultimo intervento pubblico da Presidente di Bankitalia, esprimendo un giudizio positivo ma attendista: “la lettera è un piano di riforme organiche per lo sviluppo socioeconomico del Paese, poi si tratta di farle con concretezza queste riforme e di tutelare le fasce più deboli della popolazione“. Anche lui dal Belgio, il Presidente della Repubblica Napolitano parla della necessità di compiere “scelte impopolari per l’abbattimento del debito“, che è “un imperativo categorico” da affrontare con riforme dure ma necessarie.

Sarà sufficiente una dichiarazione d’intenti per convincere i mercati scettici sul rendimento dei titoli italiani? Le prime indiscrezioni parlano di reazioni positive dai vertici dell’Ue, ma l’agenzia di rating Fitch minaccia di declassare nuovamente il nostro Paese.