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Le Iene raccontano il duro lavoro del parlamentare

L'inchiesta rivela quanto poco lavorino i nostri rappresentanti a Montecitorio

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E’ un duro lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo, si dice. Ma quanto sarà duro il lavoro del parlamentare italiano? Ce lo hanno raccontato Le Iene, verificando quanto sono presenti nell’aula di Montecitorio i nostri rappresentanti. L’inviata Sabrina Nobile ci ricorda che all’atto dell’insediamento alla Camera, tre anni fa, il presidente Gianfranco Fini aveva posto come prioritaria la questione della produttività dei parlamentari: “I parlamentari dovranno lavorare di più, le Camera siano operative dal lunedì al venerdì, non solo tre giorni alla settimana”. Cosa sarà cambiato dopo tre anni?

Sabrina Nobile decide di fare una verifica, alle 12.30, di giovedì, fuori al palazzo di Montecitorio. E qui la sorpresa, o forse no. Quella che, vista l’ora, potrebbe sembrare una semplice pausa pranzo, in realtà è una diaspora vera e propria. Decine di deputati escono dal Palazzo valigie alla mano e alla domanda della Iena non fanno una piega: “I lavori sono terminati, si torna a casa” e via a “lavorare sul territorio“. Insomma, già al giovedì mattina la Camera chiude i battenti, concedendo ai suoi onorevoli un bel week-end lungo. Il venerdì il Palazzo è pressocché deserto, le uniche attività che vi si svolgono sono banali commissioni postali e bancarie: sì, perché all’interno del Palazzo c’è una banca, e pure un ufficio postale “per i parlamentari e i funzionari“. L’unica speranza è che perlomeno i nostri rappresentanti tornino a lavorare, puntuali, dal lunedì mattina. Speranza vana, perché anche di lunedì mattina gli unici a frequentare Montecitorio sono deputati che hanno bollette da pagare o bonifici da ordinare: insomma, si sbrigano quelle commissioni di ordinaria amministrazione.

Ma allora quando si torna seriamente a lavorare? Bisogna aspettare martedì pomeriggio, ore 15.30. E in questi fine settimana, cosa faranno i nostri parlamentari? La maggior parte di loro si vanta di lavorare sul territorio, curando il rapporto diretto con i cittadini. Come? “Ho fatto la sagra della zucca, il consiglio di amministrazione dell’enoteca regionale, la cosa degli alpini“. Ecco, il senatore Pdl Tommaso Zanoletti ha sicuramente lavorato sul territorio. E c’è chi, come l’on. Marco Marsilio, sempre del Pdl, placidamente dichiara che due giorni di lavoro sono pure troppi, visto che “l’aula troppo spesso è diventata un parlatoio inutile, in un’aula di 600 persone fai teatro“. Peccato che lo spettacolo non risulti granché divertente.

A suffragare con dati certi l’impressione che i nostri deputati sottraggano tempo prezioso alle attività parlamentari (“La politica è caratterizzata da questa perdita di tempo” dichiara Alberto Maritati, Pd) è Sergio Rizzo, autore insieme a Gian Antonio Stella del celebre libro “La Casta” e del più recente “Licenziare i Padreterni”. La casta costa agli italiani 1 miliardo e 600 milioni l’anno, a fronte di un monte ore di lavoro stimato, nel 2010, in 14 ore a settimana, tra cui, stando all’attività legislativa vera e propria, si contano appena 8 ore e 50 minuti.

Davvero un po’ poco, ma cosa ne penserà il Presidente? Gianfranco Fini, intervistato al volo dalla Nobile, alla domanda sul perché si lavori cosi poco alla Camera, nonostante le buone intenzioni iniziali, non trova di meglio che rispondere: “Evidentemente non mi han dato retta”. Evidentemente.

1 COMMENTO

  1. cambiano i governi ma non le abitudini,provate a pensare a quelle famiglie che non riescono piu a far fronte al costo della vita!!!!! le classi politiche stanno tirando troppo la corda….non esiste niente di piu pericoloso di un’intero popolo incazzato

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