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L’Italia, zimbello dell’Europa?

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E’ da un po’ di tempo che i giornali e gli esponenti dell’opposizione lo ripetono senza sosta: siamo diventati lo zimbello d’Europa, non abbiamo più credibilità, insomma sulla scena internazionale contiamo come il due di picche! Certo è, che una cosa è leggere gli editoriali di Ezio Mauro o ascoltare gli strali di Di Pietro, altra cosa è assistere ad una scenetta imbarazzante come quella di ieri sera alla conferenza stampa conclusiva del vertice dei Capi di Stato UE a Bruxelles.

Alla domanda di una giornalista sulle rassicurazioni offerte da Berlsconi circa la situazione italiana, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy proprio non ci riescono a trattenere i sorrisi: i due si guardano imbarazzati e dopo qualche secondo di silenzio si lasciano andare ad una risata eloquente. Sullo sfondo, per giunta, il coro dei giornalisti in sala che, pure loro, non trattengono l’ilarità. Il Presidente francese cerca di recuperare con una dichiarazione istituzionale: “Eravamo insieme a quest’incontro, abbiamo fiducia nell’insieme delle autorità italiane, nelle istituzioni politiche, economiche e finanziarie del paese“. Poi tocca alla cancelliera Merkel prendere la parola: “l’Italia è un grande e importante partner della zona euro, e tutto deve essere fatto in questo Paese per essere all’altezza delle responsabilità che gli competono. Spero che le misure necessarie siano prese perchè la fiducia non si basa solo sulla costruzione di riforme, ma ha bisogno di prospettive chiare“.

La scena per niente edificante ha messo in evidenza la debolezza della nostra immagine all’estero e la percezione che l’Europa ha di noi: se nel bel mezzo di una conferenza stampa in cui si parla di crisi finanziaria, di debito pubblico, di sviluppo economico, il solo nominare l’Italia (anzi il suo Capo del governo, a voler essere precisi) suscita sorrisi larghi e contagiosi, evidentemente è proprio vero che la nostra classe dirigente ci sta facendo collassare, non solo sul piano economico, ma su quello ancor più importante della credibilità e dell’affidabilità. Intanto siamo sempre più dei sorvegliati speciali: abbiamo solo due giorni di tempo, “fino a mercoledì” ha puntualizzato il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, per trovare risposte concrete e radicalmente nuove alla crisi.

Ieri sia la Merkel che Sarkozy hanno smentito l’intento ironico delle espressioni usate in conferenza stampa. E non si è fatta attendere la reazione del Presidente Berlusconi, che ha utilizzato una nota ufficiale di Palazzo Chigi, per respingere al mittente la presa in giro: “Nessuno nell’Unione può autonominarsi commissario e parlare a nome di governi eletti e di popoli europei. Nessuno è in grado di dare lezioni ai partner”. Insomma la strigliata va dritta dritta all’inquilino dell’Eliseo: Berlusconi non accetta lezioni da nessuno. E aggiunge un’ultima stoccata ai cofondatori dell’Ue: ”Quanto alle turbolenze da debito sovrano e da crisi del sistema bancario, in particolare franco-tedesco, abbiamo posizioni ferme, che porteremo al prossimo vertice dell’Unione“. Per la serie, inutile che ci guardiate dall’alto in basso, perchè questa crisi l’avete provocata pure voi.

Ma ce la farà Berlusconi a portare le sue “posizioni ferme” in Europa entro mercoledì? Prima del Consiglio europeo aveva ostentato la sua solita sicurezza dichiarando: “Io non sono mai stato bocciato in vita mia“. Beh, stando alle risatine dei Merkozy, se non proprio bocciato, certo è stato rimandato. Sì, rimandato a mercoledì…