Home News Cronaca Verdini e Dell’Utri indagati nell’inchiesta sul G8

Verdini e Dell’Utri indagati nell’inchiesta sul G8

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Sono giunte alle battute finali le indagini su un filone dell’inchiesta Grandi Appalti, quella che ha svelato la “cricca” che gestiva i lavori per il G8 a La Maddalena (poi tenutosi a L’Aquila), e tra gli indagati figurano esponenti di spicco della classe politica italiana.

Il filone d’indagine in questione riguarda la Banca di Credito Cooperativo Fiorentino, in relazione a tutta una serie di finanziamenti e crediti che hanno portato gli inquirenti a contestare reati di associazione per delinquere, finanziamento illecito e appropriazione indebita, oltre a reati bancari come il falso in bilancio. Queste le accuse da cui dovrà difendersi Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl e all’epoca dei fatti presidente dell’istituto di credito. La posizione di Verdini, indagato da tempo, si è quindi aggravata rispetto all’iniziale  ipotesi di reato di mendacio bancario.

Tra le 55 persone che stanno per ricevere l’avviso di chiusura indagine figura anche il nome del senatore Marcello Dell’Utri. Siciliano, (ex?) braccio destro di Berlusconi, con una condanna in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, è accusato di appropriazione indebita, in merito ad un affidamento, avvenuto nella forma dello scoperto bancario, superiore ai 3 milioni di euro, che secondo l’accusa sarebbe stato concesso senza garanzie.

1 COMMENTO

  1. Nulla di che stupirsi!! Da Verdini e Dell’Utri è il minimo che possiamo aspettarci! Cominceranno con la campagna diffamatoria nei confronti dei Magistrati e poi si faranno una legge per salvarsi il culo!  Mi chiedo sempre come mai non attaccano le Forze di Polizia, considerato che le indagini vere e proprie le fanno loro! I P.M. non fanno altro che raccogliere gli elementi che gli vengono portati dalle P.G. (intercettazioni, pedinamenti, filmati, accertamenti bancari ecc. ecc.) e formulare l’accusa in base alle leggi che ha fatto il parlamento, non i Magistrati!
    La risposta, comunque, è semplice: per attaccare le tre Forze di Polizia ci vogliono le palle, che loro, ma nemmeno il loro capo, hanno! Vergognatevi!

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