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EGITTO IN FIAMME, MIGLIAIA DI FERITI IN PIAZZA TAHRIR

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Scontri in Piazza TahrirA meno di una settimana dalle prime elezioni presidenziali libere nella storia dell’Egitto, riesplodono le violenze al Cairo.
L’epicentro degli scontri più cruenti tra manifestanti e forze di polizia è stata ancora una volta Piazza Tahrir, la piazza simbolo della “primavera araba”.
Tragico il bilancio delle vittime: venti le persone rimaste uccise e 1500 quelle rimaste ferite. I dati provvisori sono stati diffusi nella serata di domenica dal Ministero della Sanità egiziano, ma il numero delle persone rimaste coinvolte nelle violenze è destinata ad aumentare.
Intanto il governo di transizione retto da Essam Sharam ha convocato una riunione di emergenza dell’esecutivo per gestire la crisi. Nel corso del vertice si è deciso di confermare la data dell’election day prevista per il 28 novembre prossimo. Ma le immagini diffuse dai network internazionali e nazionali non appaiono di certo incoraggianti e di buon auspicio. Le elezioni presidenziali previste tra una settimana rischiano di svolgersi in un clima incandescente e di profonda instabilità politica.

Dalla caduta di Mubarak fino ad oggi non si è verificato un cambiamento radicale nella leadership egiziana.
Il declino di un dittatore non necessariamente è corrisposto ad una maggiore libertà d’azione nella vita pubblica e politica.
Il vuoto politico lasciato dal vecchio rais è stato colmato con l’istituzione ad interim di una giunta militare e militarizzata. E se dieci mesi fa le forze militari sono state salutate come i salvatori dell’Egitto dalle catene repressive imposte dal regime di Mubarak, oggi non è più così. Il popolo rivendica “la sua democrazia” che tarda ad arrivare. La garanzia di una maggiore libertà di espressione si è rivelata un effimera chimera. Abbandonate le armi del dialogo e della tolleranza, le autorità hanno imbracciato di nuovo le armi della repressione e dell’oppressione. Lo testimoniano le immagini cruente che in queste ore stanno facendo il giro del mondo. Lo testimonia ancora una volta un video amatoriale pubblicato su You Tube che ritrae un uomo con indosso una divisa nera molto simile a quella indossata dalle forze di polizia e due corpi senza vita di due manifestanti uccisi negli scontri. Uno dei corpi viene impietosamente trascinato per strada e deposto accanto ad un cumulo di rifiuti.
La ragione della protesta è essenzialmente una: i manifestanti accusano l’esercito di voler mantenere il potere illimitatamente. Infine, sembra sia stata liberata Butaina Kamel, l’unica donna in corsa per la presidenza della repubblica egiziana, fermata ieri mentre manifestava a Piazza Tahrir.