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Ernest Biéler. Realtà sognata

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Una grande retrospettiva dell’opera del pittore Ernest Biéler (1863-1948) curata da Matthias Frahner e da Ethel Mathier, frutto della rinnovata collaborazione tra La Fondation Pierre Gianadda e il Kunstmuseum di Berna.

A valle di una serie di eventi dedicati ai grandi pittori svizzeri, quella di Martigny prenderà il via a dicembre, con l’intento di far conoscere ai visitatori, dopo la mostra del 2006/2007 su Edouard Vallet, un altro pittore vallesano d’adozione.
La selezione esposta conta ben 120 opere provenienti sia da raccolte pubbliche sia private, offrendo una nuova chiave di lettura della sua opera, sorprendentemente varia  sia dal punto di vista stilistico che tematico: Biéler è ben più che il pittore del folclore vallesano.
Biéler ha, infatti, vissuto e lavorato a Savièse, di cui ha immortalato le feste, le tradizioni e i paesaggi locali; ma sicuramente le sue opere hanno spaziato ben oltre, attraverso un significativo percorso di sperimentazione di temi e stili diversi.
Nato nel 1863 a Rolle in una famiglia numerosa e borghese, dopo aver vissuto l’infanzia a Losanna, Ernest Biéler va a Parigi nel 1880, dove frequenta l’Académie Julian ed espone al Salon. Non soddisfatto del riscontro di pubblico nella capitale francese, fa rientro in Svizzera nel 1892, dove la sua carriera prende realmente il via con importanti commissioni come quella del 1893 per la decorazione del soffitto della Victoria Hall di Ginevra.
La sua formazione parigina si riflette nel suo stile iniziale vicino all’art nouveau, successivamente l’apertura Biéler alle grandi correnti internazionali, lo portano a realizzare imponenti composizioni simboliste come Les Feuilles mortes (1899). La lirica di questo e monumentale dipinto, tra realtà e allegoria, verrà esposto al Salon de Paris del 1899 attirando su di se non solo l’attenzione del pubblico, ma anche il plauso della critica. Les Feuilles mortes verrà esposto anche all’Espozione Universale del 1900, assieme ad un’altra sua opera simbolista: Source.

In tutta Europa l’industrializzazione del XIX secolo è accompagnata da profondi cambiamenti. Sono anni in cui gli artisti tematizzano il passaggio dalla società contadina a quella industriale, riscoprendo il valore dell’armonia tra uomo e natura e molti, in Svizzera, scelgono di stabilirsi sulle Alpi: Giovanni Segantini e Giovanni Giacometti in Engadina, Edmond Bille, Edouard Vallé o, ancora, Charles-Clos Olsommer in Vallese. Ernest Biéler, in questo periodo, fa costruire un atelier a Savièse, dove cambiano non solo le sue fonti di ispirazione ma anche il suo stile. Quest’ultimo si fa infatti progressivamente meno delicato e più realista, tanto da portare i critici ad accostare la sua opera Les vieux à l’enterrement (1901) a l’ Enterrement à Ornans di Gustave Courbet.
Tra il 1905 ed il 1906 lo stile di Biéler si fa estremamente grafico e raffinato, assumendo le peculiarità che ne decreteranno il successo, a partire da una serie di ritratti ad acquerello «di un vigore tale, di una robusta definizione che si potrebbero scambiare per delle xilografie a colori».
Ha creato un nuovo genere che trova subito diversi estimatori e acquirenti, privati e musei, partecipa a svariate mostre e si orienta nuovamente verso opere monumentali, come Deux jeunes Saviésannes tissant (1923).
Tra il 1914 e il 1922 gli vengono commissionati tre affreschi: nella cappella di Tell a Losanna, nel vestibolo del Musée Jenisch a Vevey e nell’Hotel de la ville a Locle, e nel 1927 i costumi e le scene della Fête des Vignerons a Vevey.
Nel 1933, poi, Biéler riceve l’incarico di realizzare le vetrate della via Crucis e la decorazione della chiesa di Saint-Germain: oltre quaranta vetrate e quattordici stazioni della via Crucis in mosaico. In questi  anni, oltre ai paesaggi di Lavaux e di Venezia, l’artista continua a realizzare soggetti vallesani.
Biéler muore nel 1948, lasciando un’opera estremamente ricca e varia.

 

ERNEST BIÉLER. Realtà sognata

Martigny, Fondation Pierre Gianadda, Rue du Forum 59 – 1920 Martigny, Svizzera

Info: 0041.27.7223978 (in Italia: 031.269393)  e  www.gianadda.ch

 

 

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