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Fiorello sbanca l’auditel: 10 milioni per il suo show

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Il grande ritorno di Fiorello in tv era forse l’evento televisivo più atteso dell’anno, almeno per quanto riguarda le televisioni generaliste. Dal suo ultimo show in Rai, Stasera pago io – Revolution, sono passati 7 anni. Il  nuovo spettacolo, il cui titolo è ispirato ad un famoso successo di Jovanotti, andrà in onda ogni lunedì in prima serata su Rai1 per quattro puntate. La prima, intanto ha fatto registrare alla rete ammiraglia Rai un boom di ascolti: Il più grande spettacolo dopo il week-end è seguito da quasi 10 milioni di telespettatori, con una media del 39% di share, numeri da partite di calcio insomma, ma di quelle importanti, numeri cui certo la Rai non era più abituata. E così si spazzano via in un attimo tutte le critiche e le perplessità della vigilia: su tutte, i costi elevati (circa 300 mila euro lordi a puntata per Fiorello) e la soglia minima di share attesa dai vertici Rai (almeno il 30%, si diceva).

Fiorello apre lo show con un tocco di satira, leggero ma neanche poi tanto: “Non è successo niente in questi giorni per darci uno spunto sull’attualità, tranne le dimissioni più importanti. Sono passati 17 anni, nemmeno maggiorenne è diventato“: il riferimento è all’ormai ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “Ad Arcore ci sono bandane a mezz’asta“, continua Fiorello. Poi battute sulla Merkel (“Secondo me, al contrario di quello che hanno detto lei, ha un culetto piccolo piccolo“) e sul presidente incaricato Mario Monti, su cui “è difficile fare battute, è alto 1,75, ha un sacco di capelli e ha la stessa moglie da 40 anni“.

Tantissimi i momenti musicali: una Giorgia straordinariamente in forma e un Giuliano Sangiorgi più effervescente che mai. E non potevano mancare le parodie, quella ormai classica della première dame Carla Bruni e la più recente dei giurati di X-factor, insieme al compagno Baldini. Tante anche le interpretazioni dello stesso Fiorello, che si è lanciato addirittura in una versione remixata dell’Inno di Mameli, dedicata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in questo periodo difficile “nonostante l’età, ha tenuto botta“. Infine una sigla di coda, proprio come quella dei varietà anni ’60, con una strepitosa interpretazione di Se telefonando, cantata da Giorgia. E nelle prossime settimane, grandi ospiti sono attesi al mitico Teatro 5 di Cinecittà, quello del maestro Federico Fellini. Qualche nome? Michael Bublè, Elisa, Coldplay e Roberto Benigni, tanto per gradire.