Home Sport Motori Formula 1, Gp Brasile: vince Webber

Formula 1, Gp Brasile: vince Webber

326
CONDIVIDI

La Red Bull chiude in grande stile un 2011 semplicemente perfetto. A Interlagos arriva la terza doppietta stagionale, ma stavolta a posizioni invertite. Ha vinto infatti Mark Webber, al primo sigillo dell’anno, davanti al campione del mondo Sebastian Vettel, frenato per tutta la gara da problemi al cambio.

Il copione è quello di sempre: partenza sprint delle due Red Bull, poi l’allungo sugli avversari che dietro se la giocano in cerca del gradino più basso del podio. Button e Alonso sono i più attivi: lo spagnolo della Ferrari, dopo una partenza convincente, tallona l’inglese fino a sorpassarlo al giro 11 con una manovra di gran classe.

Nulla di nuovo prima e dopo il primo turno di pit-stop, ma al 30esimo giro si concretizza il cambio della guardia in testa. Vettel, che ha problemi nel passare dalla seconda alla terza marcia, preferisce non rischiare e si fa sfilare dal compagno di squadra, che vincerà la gara senza problemi.

Nel secondo passaggio ai box le strategie cambiano. Tutti mettono le soft; Button, quarto, invece gioca d’anticipo montando le medie nel tentativo di arrivare alla bandiera a scacchi senza fare altre soste. In realtà l’inglese passerà di nuovo – al giro 56 – in pit-lane per un nuovo cambio gomme, ma l’idea di far abituare la sua McLaren alle mescole più dure prima del previsto è un jolly che Button gioca alla perfezione. Mentre il suo compagno di squadra Hamilton si ritira per un guasto al cambio, l’ex Brawn inizia a rosicchiare secondi preziosi agli avversari che lo precedono, Alonso su tutti. Anche il ferrarista opta per le medie, ma la reazione della Rossa ai nuovi pneumatici non è incoraggiante. Lo spagnolo arranca e a tredici giri dalla conclusione Jenson lo riprende e lo passa con facilità.

L’inglese però non vuole accontentarsi e prova a riprendere anche Vettel, lontano dieci secondi. L’impresa sembra possibile, il distacco scende col passare dei giri, ma alla fine il pilota della McLaren alza il piede dall’acceleratore e si accontenta della terza piazza, che gli vale il secondo posto finale in classifica piloti davanti a Webber, Alonso e soprattutto il compagno di team Hamilton.

La Ferrari ha fatto quanto ha potuto. Alonso ha sofferto troppo con le mescole medie e non è riuscito a sfruttarle a dovere, giocandosi così ogni speranza di podio, quel podio che anche Massa, quinto al traguardo, voleva raggiungere per chiudere bene una stagione deludente e per festeggiare i suoi 100 Gp in Ferrari. Un sogno sfumato, come quello di tutti i tifosi della Rossa che speravano in un campionato di vertice, finito invece nella mediocrità con una vettura davvero poco competitiva. Tra le cause della stagione scadente della Ferrari, inevitabilmente la scarsa attitudine della vettura ad entrare in sintonia con i pneumatici. Il rapporto tra le Rosse e le gomme Pirelli non è decollato. Rispetto agli avversari, la 150 Italia ha pagato, soprattutto in gara e dopo le soste ai box, l’eccessiva lentezza nel mandare in temperatura i pneumatici, fattore alla lunga decisivo in chiave punti. Non è infatti un caso che la Ferrari abbia chiuso il Mondiale addirittura a 275 lunghezze dalla Red Bull (650 punti contro 375) e a 122 dalla McLaren, numeri che fanno capire il vistoso divario tra la Rossa e le sue rivali. Da qui, da queste cifre dovranno ripartire Domenicali e il suo team. A loro il compito di mettere a punto per il 2012 una vettura sin da subito all’altezza, in grado di lottare sempre per il vertice come invece non accaduto quest’anno.