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Homo sapiens: la grande storia della diversità umana

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Il Palazzo delle Esposizioni a Roma ospita una straordinaria mostra, interattiva e multimediale: un affresco dell’affascinante storia dell’evoluzione umana.

Per la prima volta, un gruppo di scienziati coordinati da Luigi Luca Cavalli Sforza, ha ricostruito il mosaico della diversità umana, partendo da duecentomila anni fa, quando l’homo sapiens ha iniziato da una valle dell’odierna Etiopia a colonizzare il mondo.

La mostra è articolata in sei sezioni:

 

SEZIONE 1 – MAL D’AFRICA

Reperti provenienti da siti africani e dai primi insediamenti esterni a questo continente raccontano le prime ondate migratorie “Out of Africa”. Inizia il genere Homo, il cui tratto distintivo è la locomozione bipede completa.

 

SEZIONE 2 -LA SOLITUDINE E’UN’INVENZIONE RECENTE

L’Homo sapiens nato in Africa, si sposta ed entra in contatto con un mondo affollato di specie del genere Homo fuoriuscite dall’Africa precedentemente. La sezione racconta la convivenza con il “cugino” Neanderthal, la vicenda del piccolo Uomo di Flores e del misterioso Uomo di Denisova (Siberia).

 

SEZIONE 3 – I GENI, I POPOLI, LE LINGUE

Intorno a 40.000 anni fa, la “Rivoluzione Paleolitica”: arte, sepolture rituali, nuova tecnologia, cottura dei cibi… un sapiens cognitivamente diverso. Nello stesso momento, due grandi epopee ci parlano della colonizzazione dei nuovi mondi australiano e americano. Grazie alle interazioni fra prove convergenti provenienti da discipline diverse – come la genetica di popolazioni, l’archeologia e la linguistica – è possibile ricostruire l’albero genealogico delle diversificazioni dei popoli sulla Terra e la trama delle ramificazioni che hanno portato la specie umana a diffondersi in tutto il globo.

 

SEZIONE 4 – TRACCE DI MONDI PERDUTI

La domesticazione di piante e animali permise all’uomo di stanziarsi e la popolazione umana inizia a crescere a ritmi mai visti, innescando nuove espansioni, migrazioni, ibridazioni e nuovi conflitti, e provocando un impatto spesso irreversibile sugli ambienti colonizzati. Gli spostamenti di popoli sono stati e continuano a essere il motore principale dei cambiamenti nel mosaico della diversità biologica e culturale umana.

 

SEZIONE 5 – ITALIA, L’UNITA’ NELLA DIVERSITA’

In questa sezione speciale l’Italia è vista come un caso esemplare e come un territorio arricchito allo stesso tempo dalla sua diversità biologica e culturale: due forme di evoluzione intrecciate, fra geni, popoli e lingue. Questo è il risultato storico di incessanti processi di migrazione che però non hanno impedito il formarsi di un’unità culturale, illustrata dalla nascita della lingua italiana molto prima che l’Italia diventasse una nazione.

 

SEZIONE 6 – TUTTI PARENTI, TUTTI DIFFERENTI: LE RADICI INTRECCIATE DELLA CIVILTA’

Se l’origine di Homo sapiens è così recente, unica e africana, e se poi la nostra giovane specie è stata così mobile e promiscua, significa che è altamente improbabile che vi sia stato il tempo e il modo di dividere le popolazioni umane in “razze” geneticamente distinte. Il messaggio duplice di questa storia è la forte unità biologica e al contempo la straordinaria diversità culturale interna della specie umana. Le “civiltà” in questo scenario assomigliano a organismi in evoluzione, ricchi di differenze interne e interdipendenti l’uno rispetto all’altro sia nel tempo sia nello spazio. Le radici di questi sistemi plastici di culture sono tutte intrecciate fra loro.