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Il Rinascimento a Roma, nel segno di Michelangelo e Raffaello

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Dopo ‘Il ’400 a Roma. La rinascita delle arti da Donatello a Perugino’, la mostra  dedicata al risveglio quattrocentesco della città, voluta dal Presidente della Fondazione Roma F.M. Emanuele nel 2008, è al via ‘Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello’.

Curata da Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, la nuova esposizione ripercorre la parabola artistica del Cinquecento a partire dall’alto Rinascimento, epoca della Roma di papa Giulio II e Leone X, di Michelangelo e Raffaello.
L’evento espositivo romano è stato, infatti, ideato per approfondire tutti gli aspetti artistici, architettonici ed urbanistici del Cinquecento a Roma e a tal fine la sua organizzazione si è avvalsa di un prestigioso comitato scientifico presieduto da Vittorio Sgarbi e formato da Cristina Acidini, Maria Grazia Bernardini, Marco Bussagli, Nicole Dacos, Marzia Faietti, Marcello Fagiolo, Kristina Herrmann Fiore, Sylvia Ferino Pagden, Christoph L. Frommel, Anna Lo Bianco, Maria Luisa Madonna, Lorenza Mochi Onori, Antonio Paolucci, Silvia Danesi Squarzina, Rossella Vodret, Alessandro Zuccari.

Allestita a Palazzo Sciarra e visitabile fino al 12 febbraio 2012, ‘Il Rinascimento a Roma, nel segno di Michelangelo e Raffaello’ è stata strutturata in sette sezioni.

 

PRIMA SEZIONE: La Roma di Giulio II e Leone X

Il ventennio che vide sul soglio pontificio Giulio II della Rovere (1503-1513) e Leone X de’ Medici (1513-1521), caratterizzato da imprese come la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello e la Loggia di Psiche a Villa Farnesina, viene documenta in questa sezione con piante, progetti per chiese e palazzi, ma anche scorci della città in momenti ludici − come la gigantesca Naumachia nel Cortile del Belvedere −, nonché con il Ritratto del cardinale Alessandro Farnese (Napoli, Museo di Capodimonte) e con lo studio di  Michelangelo per una figura maschile nuda seduta (Firenze, Uffizi), insieme alle opere di pittori come Giulio Romano, Sebastiano del Piombo, Baldassarre Peruzzi, Parmigianino, Polidoro da Caravaggio, Benvenuto Tisi detto il Garofano, Girolamo da Carpi e Perin del Vaga, di cui è esposta la Sacra Famiglia proveniente dalla National Gallery di Victoria (Australia).

 

SECONDA SEZIONE: Il Rinascimento e il rapporto con l’antico

La sezione documenta la triangolazione fra la città eterna, gli artisti e l’ideale del Rinascimento, prendendo in esame i modelli, le collezioni, le imitazioni − come Lo Spinario di Guglielmo della Porta proveniente dall’Hermitage di San Pietroburgo − e le opere che si ispirano a questo tema, come il monumentale affresco staccato dal Casino del Bufalo di Polidoro da Caravaggio che rappresenta Perseo libera Andromeda (Roma, Museo di Roma).

 

TERZA SEZIONE: La Riforma di Lutero e il Sacco di Roma

Questa sezione ha come protagonisti il Ritratto di Martin Lutero e Caterina Bora dipinto da Lucas Cranach, proveniente dagli Uffizi, e quello già citato di Clemente VII di Sebastiano del Piombo, quali testimoni della nefasta vicenda che ebbe come fulcro la fortezza di Castel Sant’Angelo, teatro dei violentissimi scontri.

 

QUARTA SEZIONE: I fasti farnesiani

L’età di papa Paolo III Farnese (1534-1549) coincise con la rinascita della città dopo la terribile devastazione. La sezione, che si apre con i ritratti del pontefice, documenta lo sviluppo prodotto dall’attività privata − in mostra i disegni di Palazzo Farnese provenienti dall’Archivio di Stato e dal Museo di Roma − e pubblica di Paolo III cui si deve, tra l’altro, il definitivo conferimento dell’incarico a Michelangelo per il Giudizio Universale. In mostra anche un testo edito a Roma nel 1506, il Iudicium Dei de vivis et mortuis di Giovanni Sulpicio Verolano, restaurato per l’occasione (Roma, Biblioteca Vallicelliana, cod. misc. F. 93), che va considerato la principale fonte letteraria dell’affresco dopo le Sacre Scritture e la Divina Commedia. Il capolavoro di questa sezione è l’Apollo-Davide del Museo del Bargello di Michelangelo. Esposte inoltre importanti opere di ambito michelangiolesco come il Crocifisso di Oxford e la Pietà di Buffalo e lavori di Daniele da Volterra, Perin del Vaga, Francesco Salviati, Pellegrino Tibaldi, Marco Pino.

 

QUINTA SEZIONE: La Basilica di San Pietro

Nella sezione dedicata alla più grande impresa architettonica della città, il pezzo di maggiore impatto è senz’altro il Modello ligneo dell’abside di San Pietro, già inserito nel grande modello di Antonio da Sangallo il Giovane (Città del Vaticano, Fabbrica di San Pietro). Tra le altre opere che documentano questa straordinaria impresa: medaglie, libri a stampa, disegni e piante come quella celeberrima, disegnata e acquerellata da Donato Bramante su pergamena (Firenze, Uffizi), che costituisce l’idea primigenia della Basilica alla cui realizzazione, come architetti della Fabbrica, lavorarono Raffaello, Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo, Pirro Ligorio e il Vignola.

 

SESTA SEZIONE: La maniera a Roma a metà secolo

La penultima sezione, quella che porta a compimento l’assunto critico della mostra, documenta come gli insegnamenti di Michelangelo e Raffaello furono assorbiti e rielaborati da una larga schiera di pittori nella Roma rinascimentale. In esposizione, fra gli altri, il Torchio mistico dei Musei Vaticani dipinto da Marco Pino ispirato alla Trasfigurazione di Raffaello, le due Pietà di Jacopino del Conte e Taddeo Zuccari che riprendono un tema caro a Michelangelo, e il trittico di Siciolante da Sermoneta Madonna con Bambino e S. Andrea e S. Caterina D’Alessandria, proveniente dalla Galleria Colonna, il San Francesco in preghiera della Galleria Colonna, due dipinti su cuoio (Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, Roma) di Federico Zuccari, l’opera Taddeo Zuccari che copia il Giudizio Universale di Michelangelo.

 

SETTIMA SEZIONE: Gli arredi

Piatti da portata si trasformano in vere e proprie opere d’arte, come la splendida maiolica che rappresenta il Passaggio del Mar Rosso, oppure un calamaio rappresentante La Pietà diventa una scultura monumentale. Non mancano le straordinarie mattonelle pavimentali della Logge Vaticane, disegnate da Raffaello e realizzate da Luca della Robbia provenienti dai Musei Vaticani.

 

Il visitatore, inoltre, potrà immergersi anche in un suggestivo scenario virtuale, fruendo dell’elaborazione in 3D della meravigliosa Loggia di Amore e Psiche della Farnesina e della volta della Cappella Sistina.