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Inchiesta Enav: spuntano i nomi dei politici

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Si allarga l’inchiesta Enav della Procura di Roma su appalti, tangenti e fondi neri, che ha portato la scorsa settimana agli arresti dell’amministratore delegato Guido Pugliesi e di due manager.
I vertici Enav sono accusati di avere alimentato un sistema di corruzione che, attraverso fatture gonfiate, creava fondi neri con cui finanziare i partiti convolti nella spartizione delle nomine in Enav e Finmeccanica.
Negli atti processuali dell’inchiesta e nei verbali degli interrogatori, emergono finanziamenti non dichiarati e società segnalate dai parlamentari e privilegiate nell’assegnazione di appalti e commesse. Ma soprattutto emergono i nomi di ministri che avrebbero partecipato alla lottizzazione delle cariche nei colossi pubblici. Tra questi, il leader Udc Pier Ferdinando Casini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex ministro dei Trasporti Altero Matteoli, il parlamentare Marco Follini, quando era vicepresidente del Consiglio.

Tra il giugno e l’ottobre di quest’anno, in 15 interrogatori, Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica, e Tommaso Di Lernia, proprietario della società Print Sistem in affari con Enav-Finmeccanica (secondo l’accusa è il creatore dei fondi neri), hanno raccontato il funzionamento del sistema di corruzione.
Dall’interrogatorio dell’imprenditore romano Di Lernia emerge che 200mila euro di provenienza Finmeccanica sarebbero stati destinati al leader Udc Pier Ferdinando Casini e consegnati in contanti  nelle mani del tesoriere del partito, Giuseppe Naro. Di Lernia sostiene di essere venuto a conoscenza della destinazione del denaro direttamente da Guido Pugliesi, amministratore delegato di Enav, attualmente agli arresti con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti: “Pugliesi mi disse che quei soldi erano destinati a Casini. Vennero consegnati al tesoriere dell’Udc, perché erano assenti sia Lorenzo Cesa (il segretario del partito) che Casini, impegnati in un’operazione di voto, secondo quanto disse il tesoriere”.

Lorenzo Cola, superconsulente di Finmeccanica, dichiara che 300mila euro sarebbero stati consegnati in contanti all’onorevole Bonferroni, considerato “espressione dell’Udc”, e conferma il sistema delle nomine gestito dai partiti: “Sul piano strettamente formale il potere di nomina del cda di Enav apparteneva al ministero dell’Economia, sul piano sostanziale era frutto di una precisa spartizione politica. Intanto sono arrivate le prime smentite: “Non ho mai creato fondi neri, non ho mai elargito né dato ordini di elargire somme di denaro a politici e/o partiti” ha detto il presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, ribadendo che “il signor Lorenzo Cola non è mai stato il suo braccio destro”.

L’ex Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha commentato l’inchiesta Finmeccanica-Enav dapprima con un commento su Twitter (“oggi per me è una giornata amara” ha scritto), poi con una dichiarazione alla stampa: “Per quanto mi riguarda è una vicenda lunare, si tratta di una persona che non ho mai visto né conosciuto”, in riferimento all’imprenditore Di Lernia. Il leader dell’Udc ha assicurato di avere “piena fiducia nella magistratura” e di non credere ai complotti.