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La favola di Filippo Timi

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Nel suo nuovo spettacolo Filippo Timi si presenta in una nuova “veste”… nel vero senso della parola. Se dentro ogni favola c’è un pò di verità, è anche vero che ogni favola è fondamentalmente surreale e sopra le righe come lo è Filippo Timi (o “Filo” per gli amici) sul palcoscenico. Tutto è stereotipato: una fantastica scenografia curata fin nei minimi dettagli che riprende un salone americano anni ’50, abiti come si vedono nei primissimi film a colori, un linguaggio pulito e “politicamente corretto” anche nei discorsi in cui di corretto ci sarebbe ben poco viste le situazioni nelle quali si vanno a trovare le due donne protagoniste della storia di cui una delle due (quella incinta) è interpretata proprio dallo stesso Timi.

Non è certo la prima volta che si vede un uomo interpretare una donna per più di due ore con tanto di scarpe con i tacchi e ceretta alle gambe tuttavia, se la bravura di un attore è quella di convincere il pubblico che ciò che sta vedendo non è finzione ma realtà, allora Timi è stato superlativo perché sia nell’uso della sua voce che nei suoi movimenti ha fatto dimenticare a tutti il sesso che si nascondeva sotto quelle enormi gonne.

Le sue battute semplici ma mai scontate generano un’ilarità in sala che, come “l’effetto farfalla”, va via via ingrandendosi fino a piegare il pubblico dalle risate. Accurata e ottima la scelta degli altri personaggi, ognuno dotato di caratteristiche completamente irreali che danno forza alle scene, come i pianti isterici di Mrs Emerald o i gemelli Stewart (di cui Ted ricorda molto Steve Urkel di “Otto sotto un tetto”) interpretati tutti da un bravissimo Luca Pignagnoli.

Uno spettacolo come questo in scena al Teatro Quirino e, prima ancora, al Franco Parenti di Milano (di cui è produttore) è proprio ciò di cui il teatro ha bisogno, specie in questi tempi dove la cultura è fortemente in crisi. Abbiamo una commedia semplice, divertente ma non banale o già vista; non è uno spettacolo politicamente o socialmente impegnato ma conserva il puro senso del teatro. In poche parole: da andare a vedere.

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1 COMMENTO

  1. Assolutamente da Favola! Bellissimo spettacolo…condivido un’altra recensione che mi trova d’accordo!
    totanisognanti.blogspot.it/2012/05/filippo-timi-vivere-una-favola.html 

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