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Maltempo, la denuncia delle associazioni ambientaliste

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Legambiente – “Siamo addolorati e sconcertati per la terribile perdita di vite umane di oggi a Genova e il nostro primo pensiero va ai parenti delle vittime e a tutti gli abitanti della città. Ma rimaniamo anche sconfortati per l’inadeguatezza mostrata nella gestione di questa alluvione annunciata”.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente commenta così la tragica alluvione che ha colpito oggi Genova.  “E’ incredibile infatti – ha proseguito il presidente di Legambiente – che una forte perturbazione, valutata già pericolosa e per di più annunciata da giorni, abbia trovato una città così impreparata. Siamo in una situazione paradossale, da un lato l’elevate capacità tecnologiche del sistema di previsioni meteo e dall’altro una popolazione incapace o impossibilitata ad assumere i comportamenti adeguati. E’ evidente che al fondo c’è una cultura, a partire dai responsabili del governo del territorio, di sottovalutazione del rischio.

Dobbiamo convincerci – ha proseguito Cogliati Dezza – che piogge così intense non sono più eccezionali ma stanno diventando, purtroppo ordinari. Per questo è fondamentale che le persone siano in grado di affrontare la situazione di pericolo, così come avviene in Giappone per i terremoti o negli USA per gli uragani, evitando il panico e agendo con razionalità. Serve un cambiamento radicale nell’istruzione e nella comunicazione ai cittadini, servono esercitazioni e la preparazione di massa per mettere tutti nelle condizioni di saper affrontare questi nuovi rischi. Servono sistemi più efficaci di allerta alla popolazione – ha concluso il presidente di Legambiente – oltre che, ovviamente, interventi ormai ineludibili nella manutenzione e gestione del territorio a cominciare dai piani urbanistici comunali che devono essere profondamente rivisti per garantire la sicurezza dei cittadini”.

Greenpeace – Le drammatiche scene viste appena pochi giorni fa nelle Cinque Terre oggi si ripresentano con altrettanta gravità a Genova. “È certo che ci sono molte cause per la violenza dei fenomeni meteo che stanno colpendo il nostro Paese, e che ve ne sono altrettante per i danni e le vittime che producono, compresi il dissesto idrogeologico e la gestione del territorio – ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – È altrettanto chiaro, però, che questi eventi sono sempre più frequenti e intensi e che, come ha ricordato il presidente Napolitano, essi sono la conseguenza dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo”.

Greenpeace ritiene che eventi atmosferici estremi come quelli di queste settimane saranno purtroppo sempre più frequenti e violenti se non si inverte presto la rotta in materia di emissioni di gas serra.

Da un studio pubblicato lo scorso febbraio su Nature risulta come le emissioni di gas a effetto serra abbiano contribuito all’aumento delle precipitazioni estreme nei due terzi dei casi relativi all’emisfero nord. Negli ultimi sei anni, secondo dati del gruppo Munich RE, i danni dovuti a eventi meteo estremi, a livello mondiale, sono costati tra i 50 e i 100 miliardi di dollari l’anno; mentre i morti causati da questi eventi vanno da ottomila (2009) fino a ottantamila (2008).

“Chiamare in causa i cambiamenti climatici, anche in circostanze dolorose come questa di Genova, non significa maledire il cielo – ha concluso Boraschi – Ci sono responsabilità che la politica e l’industria, in particolare quella energetica, devono assumersi per garantire un futuro dove a farla da padrone non sia il caos climatico”.