Home News Cronaca Naufragio a Brindisi, ritrovato il corpo della terza vittima

Naufragio a Brindisi, ritrovato il corpo della terza vittima

578
CONDIVIDI

E’ stato recupaerato dai sommozzatori dei vigili del fuoco il corpo della terza vittima del naufragio della barca a vela su cui sono giunti ieri a Carovigno decine di immigrati. Finora sono 41 le persone soccorse, di cui 33 in buone condizioni di salute si trovano ora nel centro Cara di Restinco, a Brindisi; due ricoverati in ospedale a Ostuni e sei ricoverati nel nosocomio di Brindisi. Nonostante le difficili condizioni di vento e di mare le ricerche, nella zona del naufragio, sono continuate per tutta la notte.

I corpi delle due vittime sono stati recuperati sugli scogli poco dopo il naufragio; le altre 41 persone sono state trovate e soccorse da polizia, carabinieri e guardia di finanza mentre vagavano nelle campagne circostanti alla ricerca di aiuti o di mezzi con i quali riuscire ad allontanarsi dalla zona.

Secondo la testimonianza dei sopravvissuti erano almeno una settantina sulla barca. Si spera che, come era accaduto per molti di coloro che sono stati soccorsi, gli altri che mancano all’appello si siano messi in salvo a nuoto e si siano allontanati dalla costa del naufragio a piedi. Gli immigrati soccorsi sono tutti uomini; tra loro vi sono quattro minorenni (tra i 16 e i 17 anni). Si tratta per lo più di afghani, iracheni e cittadini del Bangladesh. La barca a vela dal nome Gloria – di 14 metri – era partita cinque giorni fa dalla Turchia: tutti hanno dovuto pagare per la traversata. All’arrivo sulla costa brindisina in un tratto di rocce frastagliate, il barcone si è incagliato contro gli scogli, dinanzi a Torre Santa Sabina, a una ventina di chilometri a nord del capoluogo messapico, e si è rovesciato. L’allarme per il naufragio è stato dato da un passante ai carabinieri che hanno allertato la capitaneria di porto.

I migranti indossavano tutti un braccialetto di carta con numeri progressivi. Secondo quanto riferito dai carabinieri i braccialetti di carta numerati erano indossati anche dalle due vittime recuperate ieri in mare. Gli investigatori stanno cercando di capire la ragione di questo dettaglio che si presenta come una novità rispetto alle caratteristiche consuete dei viaggi dei migranti che giungono in Italia dall’altra sponda dell’Adriatico. Al momento non è stato possibile ricostruire nel dettaglio il viaggio e le modalità utilizzate dai migranti perché molti di loro parlano dialetti che gli interpreti non conoscono.