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Nomine sottosegretari: è polemica sul vertice segreto

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Gli interessati non confermano nè smentiscono ma, secondo la stampa, è certo che giovedì notte ci sia stato un vertice segreto a Palazzo Giustiniani tra il neopremier Monti e i leader dei tre principali partiti, Alfano, Bersani e Casini.
Pare che i tre siano passati di nascosto attraverso il tunnel che collega palazzo Madama, sede del Senato, agli uffici di senatore a vita di Mario Monti.
Tema dell’incontro? Quasi certamente la questione dei sottosegretari di governo, sulle cui nomine sembra non vi sia ancora accordo.

I leader di Pdl, Pd e Udc hanno rilasciato laconiche dichiarazioni in merito.
Casini
minimizza la questione: “Non ci sono vertici, c’è il vertice che è il premier. I partiti stanno agevolando il lavoro di Monti, non ci saranno politici nel governo” ha dichiarato ai giornalisti.
Anche il Pd parla di “contatti tra i segretari fra di loro e con Monti” ma smentisce l’incontro notturno.
A sollevare il caso ci pensa l’Idv, unico grande partito della maggioranza escluso dal presunto vertice: Di Pietro parla di “nuova e inedita maggioranza”, lasciando al capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera il compito di chiedere urgenti chiarimenti in merito.

In un lungo comunicato stampa, Donadi parla di segretezza intollerabile, che rischia di snaturare il governo stesso: “Da giorni si rincorrono voci su incontri segreti tra il presidente del Consiglio Monti e i segretari di Pdl, Pd, e Terzo Polo. Chiediamo che sia fatta chiarezza su questo punto, in primis dal presidente Monti. Questi vertici ci sono stati o non ci sono stati? (…) Si tratta di incontri assolutamente legittimi su cui si deve togliere ogni ambiguità. Anche percheè è chiaro che i vertici tra segretari cambiano il profilo stesso dell’esecutivo, che, se è sostenuto organicamente dai partiti, smette di essere il governo del presidente e diventa il governo di una maggioranza politica e programmatica”.