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Polemiche per il concerto di Eros Ramazzotti

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Il popolare cantante Eros Ramazzotti ha scatenato molte polemiche per uno dei suoi concerti: si è esibito a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, paese che da anni vive la dittatura del Presidente Islam Karimov. Secondo Amnesty International il regime ventennale di Karimov viola i diritti umani macchiandosi di gravi reati. Il concerto di Ramazzotti ha chiuso di un festival di cultura organizzato e finanziato dalla figlia del dittatore, Gulnara Karimova, accusata dalle organizzazioni internazionali dei diritti umani, tra l’altro, di utilizzare un milione di bambini-schiavi per la raccolta del cotone.

Ma Ramazzotti non è il primo a cedere alle lusinghe, e al cachet invitante, del dittatore uzbeco. Due anni fa toccò a Sting: il celebre artista, famoso per essere sempre stato un difensore dei diritti umani, prese parte alla stessa identica manifestazione. Per quel concerto, che gli fruttò quasi due milioni di sterline, fu aspramente criticato dalla stampa internazionale, tanto che il Guardian titolò: “Sting sul libro paga del regime tirannico dell’ Uzbekistan“. Altri nomi eccellenti, come Rod Stewart e Juilio Iglesias, si sono esibiti per il dittatore e la sua famiglia: l’ultimo in ordine di tempo è stato il maestro Ennio Morricone.

E proprio Morricone viene citato da Ramazzotti in risposta alle polemiche sul suo caso: “L’Uzbekistan è un paese riconosciuto dalle Nazioni Unite con cui l’Italia intrattiene relazioni diplomatiche. Non spetta a noi stabilire se è da mettere al bando oppure no. Tra l’altro a Tashkent si è esibito anche Ennio Morricone e sono presenti molti imprenditori italiani. Credo sia importante portare un pò di cultura italiana nel mondo“.

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