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Silvio Berlusconi si è dimesso. Governo tecnico o elezioni anticipate?

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C’è attesa al Quirinale dove sono in corso le consultazioni di Napolitano per la formazione del nuovo governo, dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio. Le consultazioni, cominciate alle 9 con il presidente del Senato Renato Schifani e poi con il presidente della Camera Gianfranco Fini, si concluderanno nel pomeriggio, dopo che, alle 17,15, il presidente Napolitano avrà incontrato la delegazione del Pdl.

Il presidente della Repubblica, in seguito ai ripetuti crolli delle Borse, vuole concludere al più presto possibile e affidare entro questa sera la guida di un governo di larghe intese a Mario Monti. Berlusconi si è dimesso ieri sera dopo un’ora scarsa di faccia a faccia da Giorgio Napolitano, mentre fuori dal Quirinale la gente festeggiava le sue dimissioni. Scene di giubilo, ma soprattutto critiche e insulti che non sono piaciuti ovviamente al Pdl, ma che hanno attirato le critiche anche di altri esponenti politici. “Le scene di ieri sera mi hanno rattristato: non c’è niente di peggio degli insulti dei vincitori sui vinti”, ha scritto su Twitter il leader Udc, Pier Ferdinando Casini.

Le dimissioni del Cavaliere hanno spaccato in due il mondo della politica italiana. C’è chi è favorevole ad un Governo tecnico guidato da Mario Monti e chi, invece, si è pronunciato a favore delle elezioni anticipate tra gennaio e febbraio.

A tal proposito Universy, ritenendo opportuno ascoltare il parere degli italiani, ha deciso di dare voce ai suoi lettori con un sondaggio:

Siete favorevoli o contrari al Governo tecnico?

A chi affidereste la missione di guidare il Governo italiano?

1 COMMENTO

  1. Berlusconi è andato via perché i titoli Mediast hanno perso in un solo giorno il 12,5% per una cifra pari a circa 350 milioni di Euro, ovvero più della metà di quanto “Silvio” deve dare a De Benedetti. Nella contrattazione tra Monti e Berlusconi, quest’ultimo ha garantito l’appoggio del Pdl a Monti in cambio di due condizioni: 1° non toccare la legge sulle emittenze televisive, 2° non toccare la legge elettorale. Sulle emittenze si capisce bene cosa preme a “Silvio”, ma la legge elettorale cosa centra con il risanamento di bilancio ? La risposta a questo quesito è cominciata a venir fuori oggi: Si apprende che nella lettera della BCE è contenuta la “richiesta” all’Italia di “mettere mano” alla Costituzione ed Alfano, intervistato oggi su Rai Tre, ha candidamente ammesso che il Pdl non è contro “l’adeguamento” della Costituzione di cui parla la lettera. Si cominciano dunque a capire i veri obiettivi del “governo Monti”, ovvero inserire il pareggio di bilancio nella Costituzione con il via libera del Pdl che ottiene in cambio la salvaguardia delle Televisioni di Berlusconi con la garanzia che il futuro ministro di giustizia sarà persona non “ostile” ed in più il “non cambiamento” della attuale legge elettorale. Alla luce di questi fatti, Berlusconi che parla di rispetto della volontà popolare, sarebbe solo ridicolo se non fosse tragico. Oggi è un giorno di lutto per l’Italia in quanto Berlusconi, anche “in punto di morte”, continua a fare danni al paese in concorso “oggettivo” con la parte della sinistra amica dei poteri forti delle lobby fanaziarie, vere responsabili della crisi.

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