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Spread, rating, deficit… questi sconosciuti!

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Da diversi anni ormai la crisi economico-finanziaria ci ha portato, nostro malgrado, a conoscere ed utilizzare tecnicismi come deficit, Spread, rating, inflazione. Spesso sono i telegiornali (non tutti, per la verità) ad introdurli nel nostro quotidiano, dedicando interi servizi alle prestazioni dei mercati internazionali.
Così la Iena Sabrina Nobile ha provato a capire se i nostri rappresentanti in Parlamento conoscono il significato di termini come Spread (differenza tra il valore del rendimento dei titoli di stato italiani e quello dei titoli di stato tedeschi) o rating (valutazione delle Agenzie internazionali sull’affidabilità del sistema economico di un paese). E qui le sorprese, o forse no. Ovviamente qualcuno risponde correttamente, come l’onorevole La Malfa.
Ma alla domanda “cos’è lo spread?” molti sgranano gli occhi, come se ne sentissero parlare per la prima volta, alcuni tentano una timida e confusa spiegazione, altri si rifiutano di rispondere e scappano. Ecco le risposte più esilaranti, o le più deprimenti, dipende dai punti di vista.

Il deputato Udc Angelo Cera sostiene che lo Spread sia “la differenza tra quello che si produce e quello che uno realmente spende”. Alla domanda della Nobile su Standard & Poor’s, invece, rinuncia a rispondere per dichiarata incapacità linguistica: “Guarda io l’inglese non lo conosco. Io parlo in italiano (…) non ti so rispondere su questa domanda. Lo leggo, lo riesco anche a capire ma non te lo riesco a spiegare”. E il problema non riguarda solo l’inglese, ma pure la lingua madre: “Le famiglie ormai si sono completamente disseccate di risparmi messi da parte (…)”. Cosa avrà voluto dire?

Sempre sullo Spread, Marcello Di Caterina (PdL) dichiara: “Se parliamo di Spread, parliamo in termini economici di qualcosa che praticamente interessa l’economia”, e fin qui ci arrivano tutti, “ma io non sto in commissione Finanze né sto in commissione Bilancio”. Beh come dire, un’ignoranza giustificata. Invece per Lorenzo Ria (Udc) la domanda sullo Spread è superflua perché “tutti i telegiornali spiegano tante volte cos’è, quindi è inutile che lo ripeta…”. Certo, perchè sprecarsi.

Non va meglio con una domanda su un dato ormai familiare come quello del debito pubblico, domanda che costringe i nostri parlamentari ad improbabili slalom linguistici: per Carmelo Briguglio (Fli) l’ammontare del debito “è incalcolabile, viene da lontanissimo”. Qualcuno azzarda una stima: per Ria “sono 150 miliardi”, ma quando la Iena insinua qualche dubbio, il deputato rivede i suoi numeri: “Evidentemente… sono 15mila miliardi?”.
Quanto al rapporto tra debito pubblico e deficit, per Paola Concia (Pd) il deficit “è legato al debito pubblico. Cioè, se un Paese ha un grosso debito pubblico ha un grosso deficit”. E lo spiega meglio l’onorevole Cera: “Il deficit è quello che, diciamo, è il nostro debito, che lo Stato italiano ha contratto negli anni…”. E la differenza tra i due? “Credo che sia la stessa cosa, nè più nè meno”.

Infine il rating: che sarà mai? “Non è una domanda alla quale io sono autorizzato a rispondere – dichiara l’onorevole Ria – so benissimo cos’è ma… non si gioca con queste cose”. E le agenzie di rating? Secondo l’ex onorevole Pepe, “sono agenzie che giudicano l’andamento…”, sì ma di che cosa?, “l’andamento di tutto, chiaramente”.
E su quest’ultima uscita, Sabrina Nobile trae le conclusioni del suo servizio: “Ecco per giudicare un po’ l’andamento della vostra vita, degli affari, della vita sentimantale, vi potete rivolgere a Standard&poor’s, perchè giudicano un po’ tutto”.