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Addio alla Lira, Ansa mette in mostra al Vittoriano foto della vecchia moneta

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Anche ”la Lira” tra le centinaia di foto che l’Ansa ha messo in mostra al Vittoriano di Roma con “Fotografandoci”, un breve viaggio nella storia d’Italia che ripercorre, attraverso scatti fotografici,  i principali avvenimenti degli ultimi sessant’anni, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’ Italia.

La vecchia moneta è uscita di scena nella notte di capodanno tra 2001 e 2002 portandosi dietro tanta storia, molti ricordi, qualche momento difficile.

Le sue origini sono legate a un peso: la libbra romana che equivaleva a 325 grammi attuali. Fu Carlo Magno che trasformò la libbra da peso in moneta (il ‘denaro’, equivalente a 240 denari) per estendere alle terre occupate in Italia il sistema che il padre, Pipino il Breve, aveva adottato nel Regno franco. In realtà, però, la lira non esisteva: il ‘pezzo’ era soltanto un’idea che,  per la storia, non sarebbe più tramontata.
La lira italiana si fa risalire, come per il tricolore a Napoleone. Nel 1808 l’imperatore francese faceva coniare dalla Zecca di Milano la prima ‘lira italiana’, mentre quella arrivata fino ai nostri giorni come unità di moneta è la lira del sistema decimale introdotto da Vittorio Emanuele I. Con la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 si pose il problema della totale imposizione della nuova moneta nei modelli e nella titolazione. E la Zecca si mise al lavoro.

Vennero, così, battute monete d’oro da 100, 20, 10 e 5 lire e monete d’argento da 5, 2, 1 lira e 20 centesimi nonchè monete di rame. Alla vigilia della Prima Guerra mondiale per conservare il metallo furono emessi buoni di cassa con l’effige di Vittorio Emanuele III. Per effetto delle sanzioni fu ritirata la moneta metallica. Nel ’44 venne emesso un nuovo biglietto di Stato, mentre nel ’43 l’occupazione alleata dell’Italia porto’ una nuova moneta: l’AM-lira. Il resto e’ storia recente, dove fa ‘capolino’ anche l’inflazione a causa della quale, nel 1959, viene sospeso il conio delle monete da 1 e 2 lire.

Nel marzo 1979 entra in vigore il Sistema monetario europeo (SME) e nasce l’ECU, vi partecipano le monete di Germania, Francia, Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. La fluttuazione delle monete è limitata al 2,25% a eccezione della lira che beneficia della banda allargata al 6%. La lira rimane nello SME fino al 1992, quando due formidabili attacchi speculativi da parte di un finanziere senza scrupoli, George Soros, costringono la Sterlina e la Lira ad uscire dallo SME. La lira rientrerà nello SME il 25 novembre 1996, col cambio di 990 Lire per un Marco tedesco.

Nel 1999  la moneta italiana entra nell’euro.

Il 27 luglio 2001 le macchine del Servizio fabbricazione carte valori delle Banca d’Italia, hanno stampato le ultime lire. Erano banconote da 5 mila lire.