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Botti illegali a Napoli, arriva la bomba Mario Monti

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botti illegali napoliI produttori di fuochi proibiti napoletani, come vuole la tradizione, hanno presentato il nuovo super-botto di Capodanno 2011. Il potente esplosivo è stato chiamato, con il classico gusto per la citazione di attualità, la bomba “Mario Monti”. Non è la prima volta, infatti, che i congegni esplosivi “made in Naples” sono battezzati con nomi tratti dall’inesauribile serbatoio della cultura contemporanea. Tutti ricordano, ad esempio, la famigerata bomba Maradona, un marchingegno esplosivo dall’onda d’urto devastante, coniata per commemorare le gesta dell’amato campione argentino. Vennero poi a ruota il “Provolone del Monaco”, “La Mortadella”, lo “Tsunami”, la “Bin-laden”, la bomba “Ratzinger”, la “Lecciso”, la “Saddam-Hussein”, la “Finanziaria” del governo Prodi, fino alla più recente bomba “Cavani”.

 

Politici e calciatori sono stati, dunque, sempre fonte di ispirazioni per i produttori di questo genere di esplosivi illegali. Così quest’anno, forse per esorcizzare i fantasmi della crisi, si è deciso di dedicare il nuovo ordigno al premier Mario Monti, l’uomo incaricato di risollevare le sorti economiche del nostro Paese. La bomba Mario Monti si presenta come un potente esplosivo dall’onda d’urto simile a quello di una granata. A parlarne è stato il dottor Mariano Marmo, rianimatore dell’ospedale Cardarelli di Napoli e responsabile della campagna di prevenzione contro i fuochi d’artificio presentata nel corso di una conferenza stampa al Comune di Napoli. Al di là dell’aspetto folcloristico, il problema dei botti a Napoli è cosa seria. I danni prodotti sono gli stessi causati dalle bombe usate nelle guerre, e vanno a colpire il sistema uditivo, l’asse laringo – tracheale, i polmoni, l’apparato digerente. Quando si parla dei botti, dobbiamo sempre ricordare che si tratta di veri e propri ordigni esplosivi. Ad esempio, la “Mortadella”, che costava tra i 500 e i 600 euro, consisteva in 15 chili di polvere in grado di sventrare un palazzo. O la bomba “Ratzinger” del 2005, 4 chili di esplosivo potentissimo che una volta detonato scagliava schegge pericolosissime.

 

Insomma, delle armi dal potere distruttivo impressionante che trasformano, ogni anno, quella che dovrebbe essere una festa in una tragedia. E allora, perché lo fanno? A nessuno in fondo piace saltare in aria, né tanto meno perdere un arto, un occhio o rimanere sordo. Il problema sta, probabilmente, in una sensibilità culturale particolare che tende a inquadrare del fenomeno solo l’aspetto festoso e folcloristico, tralasciando la gravità delle conseguenze vere e proprie. Questo è ciò che avviene, almeno in buona parte della popolazione della città partenopea e i provvedimenti presi dal Comune di Napoli lo confermano. E’ stata infatti lanciata una campagna che prevede l’affissione di manifesti per sensibilizzare i cittadini. Inoltre, è previsto anche un ciclo di lezioni nelle scuole per informare i ragazzi. Purtroppo, gli interventi dei politici  volti a scongiurare il pericolo dell’ennesimo disastro, da soli non bastano. “Basta giorni con feriti e morti da botti illegali della criminalità organizzata – ha detto il sindaco Luigi De Magistrisfacciamo che sia un Capodanno con il sorriso nel cuore e godiamoci i fuochi del Comune a Castel dell’Ovo”. Speriamo che almeno quest’anno le parole del sindaco possano essere ascoltate, e non dover essere così costretti a sentire di qualcuno che si è ferito, o è morto, per uno stupido botto.