Home Costume e società Calcioscommesse: Doni, perché l’hai fatto? Bergamo ti amava

Calcioscommesse: Doni, perché l’hai fatto? Bergamo ti amava

Cristiano Doni, ex capitano dell'Atalanta, ha tradito la fiducia di tutti i tifosi che lo hanno sempre difeso

396
CONDIVIDI

Era il simbolo di una città, Bergamo, che si è sempre sforzata di credere nella sua innocenza. Cristiano Doni, il capitano.
Anche dopo la squalifica di tre anni e mezzo inflitta dalla giustizia sportiva, i tifosi atalantini non lo hanno abbandonato. Nonostante l’accertamento dell’illecito sportivo aggravato su Atalanta-Piacenza, costato 6 punti di penalizzazione alla sua squadra, non è stato mai lasciato da solo. Sempre lì, nel cuore e nell’orgoglio dei tifosi nerazzurri, bandiera di una squadra nella quale è diventato il miglior marcatore di sempre. 103 gol tra serie A e serie B, e dopo ogni rete quell’esultanza nella quale il giocatore metteva una mano sotto il mento per alzare la testa. Un modo di esultare nato nella stagione 2000-01, quando venne accusato di aver manipolato un incontro di Coppa Italia (Atalanta-Pistoiese), per poi essere scagionato. Il significato di quel gesto era forte, era come se dicesse ogni volta che gonfiava la rete “io posso andare a testa alta”.

Cristiano Doni, esultanza

Ieri mattina, quando la polizia è arrivata a casa sua per arrestarlo, il capitano ha tentato addirittura la fuga. Dopo che gli agenti della squadra mobile sono arrivati alla sua porta, l’ex centrocampista della Nazionale, appena alzato e ancora in mutande, ha risposto: “Arrivo subito”. Poi ha tentato di scendere in garage per uscire dall’uscita secondaria ma non c’è stato niente da fare. La finta questa volta non ha funzionato e il giocatore è stato costretto ad abbassare la testa come dopo una sostituzione. Insomma, niente male per chi si era sempre dichiarato innocente davanti a tutti! Le accuse questa volta sono sostenute da prove concrete, e anche chi lo difenderebbe a tutti i costi perché lo ama, ormai, non sa più cosa fare e cosa dire.

Oggi Doni deve abbassare la testa, quella “macchina del fango” (così la chiamava) dell’inchiesta sul calcio-scommesse l’ha ricoperto di vergogna. Così quelli che hanno creduto in lui nonostante tutto, e ora sono inermi di fronte alla dura verità dei fatti. Resta solo una domanda tra di loro, una domanda triste e amara: Doni perché l’hai fatto, perché ci hai tradito? In fondo il denaro non mancava all’elegante centrocampista nerazzurro che ha giocato anche in Nazionale. Perché tradire così i suoi tifosi? Perché tradire la maglia che aveva paragonato a quella di “Superman per Clark Kent“, che quando la indossava lo faceva sentire come un super eroe? Purtroppo nessuno lo può sapere, solo supposizioni e opinioni labili e inutili. Forse i soldi non stancano mai, forse la noia, forse…chissà? Solo lui lo può sapere. Dobbiamo solo aspettare che un giorno Doni torni ad alzare la testa, e questa volta soltanto per dire la verità!