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Catania, via Crociferi tra degrado e incuria

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Via Crociferi, una delle vie più belle del barocco siciliano, nel 2002 dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, versa in uno stato di degrado e incuria.

Quattro chiese in 200 metri. La prima è quella di San Benedetto collegata al convento delle suore benedettine dall’arco omonimo che sovrappassa la via e collega la Badia grande alla Badia piccola. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire l’edificio settecentesco del collegio dei Gesuiti, dal 1960 al 2009, sede dell’Istituto d’Arte.

Per la messa in sicurezza dell’edificio, che è di proprietà della Regione, già nel 1998 la Protezione Civile aveva stanziato 5 milioni di euro, ad oggi ne sono stati spesi 800 mila: se tutto va bene i lavori proseguiranno a partire dalla prossima primavera.

Di fronte al Collegio è ubicata la Chiesa di San Giuliano considerata uno degli esempi più belli del barocco catanese. L’edificio è stato attribuito all’architetto Giovan Battista Vaccarini.

Proseguendo ed oltrepassando la via Antonino di San Giuliano, si può ammirare il Convento dei Crociferi e quindi la Chiesa di San Camillo.

Lo scorso novembre sono partiti i lavori di pulizia dei muri dai graffiti, grazie ad un accordo siglato dal Comune e l’Ance, associazione nazionali costruttori edili. “Facciamo un appello ai nostri giovani perchè siano rispettosi di questo patrimonio. Ne godano la bellezza ma lo custodiscano gelosamente”, così ha commentato il sindaco Raffaele Stancanelli.