Home News Economia & Finanza Censis 2011: la società italiana appare fragile e isolata

Censis 2011: la società italiana appare fragile e isolata

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Si è svolta stamane a Roma presso Villa Lubin, sede del CNEL, la presentazione del 45esimo Rapporto Annuale sulla Situazione Sociale del Paese. Sono intervenuti Antonio Marzano (Presidente del Cnel), Giuseppe Roma (Direttore Generale della Fondazione Censis) e Giuseppe De Rita (Presidente Censis).

Oggetto della discussione è stato la crisi in cui versa il Paese e le possibili strade percorribili per riconquistare credibilità sul panorama internazionale, per sbloccare lo stallo economico e per migliorare la situazione politica e sociale italiana.

La chiave, secondo Marzano, è “fare sistema”, perché non si può più ragionare in termini di soluzioni micro-individuali, il che significa:

  • tornare ad avere fiducia in se stessi, giacché ormai la considerazione che si ha dell’Italia è maggiore all’esterno che non all’interno;
  • essere disposti a fare dei sacrifici per il bene del Paese;
  • credere in valori comuni condivisi.

Lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recentemente espresso in favore di una maggiore coesione nazionale e di una minore frammentazione.

“Noi siamo in un bagno di incertezza da almeno 15 anni”, ha detto Giuseppe Roma, il quale ha elencato una serie di fattori che tengono l’Italia bloccata, incapace di crescere; primi tra tutti il deficit delle classi dirigenti e l’incapacità di organizzare la ripresa. Innegabili, poi, evidenti problemi del Paese quali l’evasione fiscale, il crollo della produttività, il crollo dei servizi pubblici, il debito pubblico. “Allora da dove ripartiamo?”, si è chiesto. Ebbene, le risposte sono nella crescita qualitativa del brand territoriale, nella coesione sociale, nell’incremento delle esportazioni, nella mobilitazione delle risorse delle famiglie.
“Le reti familiari sono uno dei punti di forza del nostro Paese e lo restano”, ha detto.

D’accordo anche De Rita, che ha focalizzato l’attenzione del suo discorso sui valori da salvaguardare e difendere per aiutare il Paese: il nazionalismo e la sovranità del sociale. “La salvezza di questa nazione sta nel capire cosa siamo”, ha dichiarato. De Rita ha inoltre illustrato i punti-chiave su cui investire in nome dello sviluppo:

  • l’economia reale, dunque servizi, turismo, agricoltura e industria italiani;
  • la lunga durata, dunque decisioni da gestire nel tempo, non basate su attimi ed eventi, perché la rapidizzazione fa perdere il senso della direzione in cui ci si muove;
  • una nuova rappresentanza politica;
  • i nuovi format relazionali, cioè quei media che, seppur in modo nuovo e diverso, stanno contribuendo ad aggregare le persone (i social network).

“Il ritorno a un obbligo di credibilità internazionale che è in corso nelle ultime settimane non ci esime dal corrispettivo obbligo di guardarci dentro con severità, per capire le coordinate elementari dei problemi che abbiamo di fronte.”