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Fabio Volo redime una generazione di bamboccioni

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A pochi giorni dall’uscita nelle sale italiane del film “Il giorno in più”, tratto dal suo romanzo omonimo, Fabio Volo difende la generazione di trentenni italiani dall’accusa di essere eterni “bamboccioni”. Durante la conferenza stampa per la presentazione della pellicola, l’attore italiano racconta: “I miei personaggi non hanno la sindrome di Peter Pan, ma mettono se stessi al centro, hanno desideri reali, non indotti come sposarsi e fare figli. Vogliono essere semplicemente uomini e donne”.

La nostra generazione di trentenni non è di bamboccioni”, sentenzia Volo. “Non penso che da parte di quelli della mia età ci sia una mancanza di crescita. C’è stato invece il crollo dei ruoli. Non so se mio padre o mio nonno fossero convinti di fare i mariti e i padri, ma lo facevano, perché quelli erano i ruoli. La nostra generazione è più complessa”. Attraverso queste argomentazioni, l’attore cerca di sfatare anche il mito di eterno “ragazzetto” che da anni lo accompagna: Io non sono mai stato d’accordo con la definizione di sindrome di Peter Pan che è stata spesso associata a me”.

Su tali tematiche sarà dunque incentrata la nuova pellicola di Fabio, che vedrà come protagonista lo stesso autore. Il film, presentato a Torino in occasione del Festival del Cinema, racconta di Giacomo, manager egocentrico e amante delle donne, la cui vita subirà un radicale cambiamento dopo l’incontro con Michela. Nei panni della ragazza che cambierà la vita di “Volo”, ci sarà l’attrice Isabella Aragonese.