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Farmacie, verso la serrata

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Questa mattina, sono approdate alla Camera i nuovi emendamenti, che contengono le modifiche sulla perequazione delle pensioni, l’Imu “ammorbidita” in relazione a redditi e carichi familiari, le Province e forse i tagli ai parlamentari.

Intanto anche le farmacie insorgono minacciando la serrata contro la liberalizzazione del settore prevista nella manovra. “A fronte della totale chiusura del Governo – si legge in una nota di Federfarma – che si accanisce contro le farmacie sbandierando la sola liberalizzazione della vendita di medicinali come panacea per lo sviluppo e la crescita del Paese, le farmacie sono costrette loro malgrado a una reazione molto pesante: la chiusura”.

Per il momento niente tagli agli stipendi dei parlamentari che escono dal decreto. Un emendamento dell’esecutivo prevede che se entro il 31 dicembre di quest’anno la commissione guidata dal presidente dell’Istat non avrà terminato il suo dossier sul confronto Ue sugli stipendi dei titolari delle cariche elettive e dei vertici delle pubbliche amministrazioni, “Parlamento e Governo, ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee” per il taglio degli stipendi.

Salvo dal piano di liberalizzazioni il settore dei taxi. Riguardo la questione “Province” con un proprio emendamento il governo ha stabilito un termine, il 31 marzo 2013, entro il quale gli organi in carica delle Province decadono, in vista della riforma stabilita in manovra. Inoltre, slitta dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovranno essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.