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Frenata sui tagli agli stipendi dei Parlamentari: decidono le Camere

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Non sarà più un decreto del Governo a decidere i tagli delle indennità di deputati e senatori, come previsto dala manovra, ma il Parlamento stesso: con un emendamento presentato alle Commissioni Bilancio e Finanze, il governo ha modificato la norma che prevedeva il taglio degli stipendi per decreto nel caso la Commissione Giovannini non avesse concluso, entro il 31 dicembre, lo studio sull’adeguamento delle indennità alla media europea.

La decisione spetta dunque alle Camere, ma se entro fine anno la Commissione guidata dal Presidente dell’Istat non avrà presentato la relazione di confronto, allora Parlamento e Governo assumeranno immediate (ma non meglio specificate) iniziative d’urgenza per conseguire risparmi sul fronte dei costi della politica. Intanto slittano dal 2012 al 2013 alcune norme sulle liberalizzazioni (tranne quella sulle farmacie) e il provvedimento di abolizione delle province, che decadranno il 31 marzo 2013.

Altra questione aperta è quella dei vitalizi, che in Italia ammontano al triplo della cifra erogata in Francia, Germania e Gran Bretagna. I Presidenti di Camera e Senato hanno convocato i rispettivi uffici di presidenza con l’obiettivo di introdurre per i Parlamentari un sistema previdenziale analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori.