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Mentana ci ripensa: resta al Tg La7

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Ormai si sa, i social network hanno quasi sostituito i classici uffici stampa: l’ennesima prova è il messaggio di Enrico Mentana che annuncia la sua permanenza alla direzione del Tg di La7.
Il direttore ha affidato alla sua bacheca  Facebook la comunicazione della crisi rientrata: solo ieri pomeriggio il giornalista annunciava le sue dimissioni dalla testata, dopo aver appreso di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria per comportamento antisindacale dall’Associazione stampa romana (Asr) di concerto con il Comitato di redazione (Cdr).

Il motivo? Aver rifiutato di leggere il comunicato sindacale del Cdr che esprimeva solidarietà allo sciopero dei Poligrafici. “Come sapete in questo tg abbiamo tolto tutti i fronzoli e diamo conto solo di ciò che interessa all’opinione pubblica”, aveva spiegato il direttore in apertura del Tg ieri sera.

Oggi invece il dietrofront, reso noto con un lungo messaggio sulla sua pagina ufficiale dallo stesso Mentana: “Ieri sera (…) l’assemblea dei giornalisti del tgla7 fa sapere di essere “categoricamente contraria alla denuncia nei confronti del direttore Enrico Mentana, annunciata dall’Associazione Stampa Romana, che reputa sbagliata e che non deve essere inoltrata”. Una dissociazione così chiara fa giustizia di ogni ostilità, ed è un segno di considerazione e di affetto che sarebbe folle non raccogliere. Mi sembra doveroso quindi ritirare le dimissioni. Fioccheranno le dietrologie, ma chi se ne frega: anche la maggior parte di voi mi ha consigliato di non lasciare incompiuto il lavoro a la7. Avanti, quindi, senza più ombre”.

Crisi rientrata dunque, Mentana resta alla guida del Tg. Da quasi un anno e mezzo il giornalista ha preso le redini della testata, portando lo share dal 3,5% ad una media di oltre l’11%. Ascolti triplicati e una impostazione editoriale fortemente incentrata sull’attualità politica, la cronaca giudiziaria e nessuno spazio al gossip e alla nera. Il pubblico ha premiato il direttore, i suoi giornalisti, forse, un po’ meno.