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Natale è arrivato, una delle poche certezze che ancora rimangono

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Così Natale è arrivato anche quest’anno. E’ arrivato in un momento difficile, nel quale gli italiani si sentono ancora frastornati dai tanti problemi sociali e cambiamenti politici dell’ultima ora.
E’ arrivato in una situazione fragile, dove l’Italia sta perdendo la sua identità, dove le persone non sanno più chi sono e cosa devono fare. Governi che cadono, economie che falliscono, la crisi.
Il mito guida USA è crollato, il punto di riferimento dell’Europa sta cedendo, il terzo mondo continua a morire di fame, il mondo musulmano ancora sconvolto dalle atrocità della guerra e degli attentati.
Che ruolo abbiamo in questo castello di carte costruito da altri? La globalizzazione ha fallito. Ha prodotto una serie di individui che non sanno più chi sono e dove devono andare, come devono vivere. La forbice tra ricchi e poveri si allarga. Le economie dei Paesi più sviluppati implodono anch’esse senza che nessuno riesca a capirne il motivo. E noi siamo delle banderuole mosse dal vento dei poteri invisibili; dei poteri mediatici, finanziari o politici che siano. Disorientati e stanchi. Nessuno sa più quello che è giusto o sbagliato.

Natale è arrivato anche quest’anno, come sempre il 25 dicembre, una delle poche certezze che ancora rimangono. Un calendario con le feste comandate a cui aggrapparsi forse è poco, ma è una sicurezza.
In un momento di smarrimento individuale e generale può rappresentare un àncora di salvezza importante per i naufragi delle nostre esistenze. Il problema è che al posto di raccoglierci per trovare quel sentimento di fratellanza capace di ridare un senso alla nostra vita, continuiamo a stordirci tra le apparenze del materialismo.
Corse ai regali, spese folli e lauti pasti fine a se stessi, rischiano di gettarci in una confusione ancora più assurda di quella reale, rischiano di far passare questa occasione di ritrovare noi stessi e gli altri. Siamo arrivati stanchi a questo Natale, è vero. L’incertezza sul futuro, la perdita di identità, il fantasma della crisi sempre dietro l’angolo, sono i demoni che ci hanno silenziosamente condotto verso una condizione di spaesamento dalla quale è difficile uscire.
E’ proprio per questo che non possiamo correre il rischio di perderci nelle banalità delle cose. Dovremmo, invece, creare nella nostra anima uno spazio per ritrovare noi stessi, dove condividere i valori che ci uniscono agli altri e cominciare, così, a rialzare la testa. Come è successo nel periodo della Resistenza e ogni qual volta che siamo stati colpiti nel nostro orgoglio.
L’Italia è un grande Paese, noi siamo italiani e insieme ce la faremo.