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Premier Mario Monti al Senato, caos in aula

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Sono cominciati i primi problemi per il neo Presidente del Consiglio Mario Monti contestato in aula al Senato da esponenti della Lega. Il Parlamento “ha un ruolo centrale per l’azione dell’esecutivo ed il futuro del nostro paese”, ha sottolineato il premier, aprendo il suo intervento sul Consiglio Europeo dell’8 e 9 dicembre scorsi.

Le misure economiche in discussione ora alla Camera “hanno permesso al nostro Paese di arrivare a al negoziato europeo con maggiore credibilità e di vedere ascoltate le nostre posizioni autonome su vari punti dell’agenda Ue” – ha aggiunto il Premier – . “Oggi prendo la parola a poco più di una settimana dai provvedimenti urgenti di politica economica adottati dal governo il 4 dicembre. Questa scansione temporale mostra quanto sia stretta in questa fase la dimensione nazionale e europea”.

Ma la seduta è stata animata dalle proteste da parte dei leghisti che rumoreggiando hanno mostrato cartelli contro la manovra economica con su scritto “Basta tasse”. Schifani si è visto costretto a sospendere la seduta. Non è mancato qualche insulto sia durante i momenti di caos che durante la sospensione della seduta.

Tornata la calma e ripresa la seduta, il premier ha sottolineato che non si può dire ”no tasse” ma sicuramente ”meno tasse” se sarà introdotta ”un’adeguata tassazione delle transazioni finanziarie”. In sede europea, ha spiegato il professore “si è sottolineato che un modo per avere meno tasse su famiglie, lavoro e imprese è quella di una fiscalità estesa anche al mondo della finanza e della grande finanza”. L’Italia, ha quindi aggiunto, “è pronta a riconsiderare la propria posizione sulla TobinTax”.

Insulti e grida sono state riservate dai senatori della Lega anche a Renato Schifani. Mentre il presidente di Palazzo Madama chiedeva agli esponenti del Carroccio di togliere i cartelli e continuare ad ascoltare il discorso del premier Mario Monti, il senatore leghista Enrico Montani ha gridato più volte verso lo scranno della presidenza: “Vai a cagare! Pagliaccio!”. Schifani ha richiamato per ben due volte all’ordine Montani ma senza sortire alcun risultato.

“Preferisco dimenticare gli episodi di questa mattina che sono tattici e non strategici. Li ho già dimenticati. Mettiamoli alle spalle con la consapevolezza che ora l’opinione pubblica, con rigore, guarda a ciò che facciamo e ai nostri emolumenti”, ha detto il presidente del Senato, Schifani, riferendosi alla bagarre della Lega in Aula.

Al termine dell’informativa sul Consiglio Ue, il premier ha ottenuto gli applausi della vasta maggioranza che sostiene il suo governo, mentre la Lega non ha rinunciato a sottolineare il suo ruolo di opposizione al grido di “vergogna, vergogna!”. Lasciando Palazzo Madama il professore rispondendo a una domanda sulle contestazioni del Carroccio ha solo detto: “Non credo tocchi a un membro del governo commentare il comportamento di membri del Parlamento”.