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Regime dei minimi, addio (quasi) dal 2012

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Ecco un’altra azione che sembrerebbe fatta apposta per “bastonare” i soliti contribuenti onesti. Si, perché grazie a tale regime tanti giovani professionisti residenti in mezz’Italia e piccoli imprenditori dell’Italia intera hanno potuto respirare un po’ a partire dal 2008.

Il regime dei minimi, infatti, tra l’altro prevedeva (visto che tra pochi giorni scomparirà nella sua “vecchia” impostazione) che per redditi fino a 30000 euro, in luogo di Ires, Iva, Irap e addizionali varie era fissata un’unica imposta sostitutiva pari al 20% calcolata sul reddito come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute. Un “bel” risparmio visto che la somma di Ires, Iva, Irap e addizionali supera sempre il 40% e più.
Un risparmio che ha consentito a tanti di continuare a tenere duro e guardare con meno pessimismo al futuro. Un risparmio sulle tasse, perché i contributi INPS (obbligatori!) non hanno fatto altro che aumentare (e in che modo!) in questi anni… ma questo è un altro discorso.
Per chi aveva familiari a carico, alla fine, non è che convenisse più di tanto tale regime fiscale non permettendo, infatti, di poter fruire di detrazioni per familiari a carico o di detrazioni, ad esempio, per spese di istruzione (tasse universitarie, master,…).
Avrebbe dovuto beneficiarne quindi, secondo le previsioni in buona fede, solo il tessuto produttivo italiano che a causa della crisi economica già in atto, anche se ancora all’inizio, avrebbe trovato, con molta probabilità, notevoli difficoltà a tirare avanti.
Inoltre tale regime fiscale ha trovato tra i tanti contribuenti tantissimi favorevoli che “quasi con gioia” pagavano le tasse, essendo queste in percentuale accettabile e quindi “giuste”.

Il problema, probabilmente, è stato che in Italia il Governo fa anche scelte giuste ma, poi, a causa della nostra propensione ad approfittarne illecitamente i risultati di queste scelte danno torto a chi le ha incentivate. E a rimetterci sono sempre gli onesti! Già, perché ad accedere a questo regime fiscale agevolato, oltre chi realmente avrebbe dovuto, sono stati centinaia di migliaia di soliti furbi.
Un esempio! Professionisti affermati con studi attivi da venti e trenta anni che hanno, come per magia, potuto rientrare tra i contribuenti minimi! I misteri dell’economia!

Quindi che dire… probabilmente tanti onesti giovani trentacinquenni o quarantenni, che ovviamente non rientreranno nel nuovo regime dei minimi, adesso dovranno riflettere (nuovamente) sul futuro professionale.
D’altronde a loro lo Stato richiederà sempre ulteriori sacrifici! Siamo convinti, non finirà qui! La loro, la “generazione di mezzo”, probabilmente (speriamo di no, ma l’economia attuale non facilita previsioni ottimistiche) dovrà essere immolata sull’altare dei sacrifici per poter permettere alla giovanissima generazione di quindicenni e ventenni (speriamo almeno per loro!) di recuperare le redini dell’Italia!
Gli sbagli della politica degli ultimi trent’anni hanno presentato il conto. Un conto salatissimo, non ancora (purtroppo) chiuso!

Un conto ingiusto, ingiusto perché gli errori dei padri non devono ricadere sui figli!