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Riprendiamoci la Rai: la campagna fa tappa a Napoli

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Si è svolta a Napoli, nella cornice del Maschio Angioino, la nona tappa dell’iniziativa “Riprendiamoci la Rai“, la campagna ideata dai giornalisti e dai lavoratori della tv di Stato per salvare l’azienda pubblica dalla deriva cui l’ha condotta il sistema partitocratico. La campagna è partita da Trento e farà tappa nei prossimi giorni a Torino: l’Usigrai – Unione Sindacale Giornalisti Rai – promuove confronti e dibattiti per lanciare l’appello che la Rai e’ un bene comune, da difendere e potenziare. Una grande industria culturale, che deve essere guidata all’insegna della tutela degli interessi collettivi e che deve garantire il diritto fondamentale all’informazione e alla cultura.

Con una nota, i  giornalisti della sede partenopea difendono la libertà della Rai, un bene comune che ”uno Stato deve garantire senza doverne condizionare la gestione o la missione asservendola ad interessi politici, partitici o di gruppi di potere. Da Napoli rivendichiamo con forza il diritto-dovere civile e professionale di opporci all’esproprio di una risorsa essenziale per lo sviluppo della vita democratica che, giorno dopo giorno, si sta perpetrando attraverso una continua mistificazione delle notizie e una programmazione colpevolmente e cinicamente sempre più banale e scadente, che determina solo vantaggi per la concorrenza”. Sono intervenuti a Napoli il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, il segretario nazionale dell’Usigrai, Carlo Verna, e i rappresentanti delle istituzioni locali.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel suo intervento ha sottolineato che ”i giornalisti devono essere liberi di raccontare, perchè al potere fa paura il giornalista che parla delle inchieste della magistratura come quelle sulla P3 e P4”. Il sindaco ha poi espresso la preoccupazione che anche la Rai possa seguire la scia di altre grandi aziende pubbliche, il cui baricentro è sempre più spostato verso il nord del Paese, mentre è importante che ”la Rai sia forte al sud (…) l’unità d’Italia passa attraverso la dignità dell’informazione anche a Napoli e nel Mezzogiorno”. Per il governatore della Campania, Stefano Caldoro, è necessario ”far sentire la voce del Sud e di farla sentire attraverso l’informazione pubblica, deve raccontare l’espressione migliore del Sud, non parlare solo in termini negativi”.