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Rivoluzione Facebook: quando il Web ci ricollega alla realtà

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proteste russia PutinLe migliaia di persone che si sono riversate nelle principali città della Russia per denunciare la corruzione e i presunti brogli del partito “Russia Unita” di Putin nelle elezioni parlamentari, sono l’ennesimo sintomo di un movimento di dissenso sempre più vasto che si organizza attraverso internet per poi concretizzarsi nelle strade. Questa forma di protesta, nata dalle contestazioni condivise sui social network e dilagata nelle piazze di Mosca, San Pietroburgo e non solo, è l’ultimo esempio di un fenomeno, sempre più delineato e diffuso, chiamato “Rivoluzione facebook”. In realtà, erano stati già molti i segnali di un profondo cambiamento nel modo di concepire le piattaforme sociali da parte degli utenti. Ad esempio, il movimento degli Indignados utilizza da tempo internet come strumento di propaganda e organizzazione delle manifestazioni di protesta, ma una coscienza così chiara del potere di azione sul reale attraverso gli strumenti della rete non era stata ancora raggiunta.

 

Quando Facebook diventa uno strumento per agire concretamente sulla realtà, non si può più parlare di una generazione virtuale che si allontana dalla contingenza e dalla storia. La piattaforma sociale creata per farsi i fatti degli altri, se utilizzata come arma per incidere sul mondo, trasforma a sua volta i propri utenti rendendoli protagonisti del proprio spazio e del proprio tempo. Su questa presa di coscienza, nascono dei movimenti sociali che tornano ad utilizzare il web con conseguenze devastanti sulla realtà. Così è stato per la Primavera Araba. In Egitto, Libia, Siria e altri Paesi del nord Africa, i ribelli hanno utilizzato i social network per organizzare i moti di protesta e le battaglie contro i regimi del proprio Paese. La riappropriazione di una coscienza politica e libertaria, è passata anche dalla rete virtuale come luogo di riconquista della propria identità sociale. L’uomo ritorna ad utilizzare il web come strumento, rompendo le catene virtuali che lo rendevano schiavo dello strumento stesso e vittima inconsapevole di una realtà della quale era soltanto uno spettatore. Ecco come Facebook e i suoi simili, non sono più semplici mezzi per curiosare la grigia quotidianità dell’amico, per esternare una immagine costruita di sé o per ingannare il tempo pubblicando link idioti; ma diviene, invece, un luogo di condivisione di pensieri forti e ideologie capaci di trasformarsi in azioni concrete sul mondo. La rete riacquista il potere di far circolare e connettere idee pesanti, di garantire la libertà di espressione e di informazione anche nei Paesi dove governi aggressivi non lo permettono.

 

Da qui il riscatto di una generazione che tante volte è stata accusata di perdere le dimensioni della realtà. In effetti, rispetto agli anni 70, nessuno può negare esista una sorta di dimissione collettiva dei giovani dalle vicende di attualità, ma la perdita di coscienza politica e sociale non è una causa diretta dell’approdo della televisione e internet nel nostro vivere quotidiano. Questa è soltanto la scusa per giustificare una disillusione globale che è stata invece creata dai poteri forti per comandare senza problemi, garantendo la sopravvivenza e il divertimento disimpegnato. Solo ora si comincia a capire come ci si può muovere nella ragnatela virtuale del Web senza farsi intrappolare dalle culture predominanti o perdersi nei labirinti del “fancazzismo”, per poi cadere in una sorta di coma dell’intelligenza e della ragione. Sempre più persone stanno trovando la strada che collega il Web alla realtà, il filo di Arianna che, tirato con forza, può portare il mondo vero nello spazio virtuale di internet; e qui, essere condiviso, rielaborato e modificato dagli uomini. Il nostro tempo sta diventando l’unico momento nella storia in cui si può cambiare il mondo dal basso, dalle idee della gente. La generazione Facebook è relativamente giovane, fino ad ora ha giocato come un bambino nei suoi primi anni di vita. Ora però sta crescendo e comincia a vedere le cose con gli occhi di un ragazzo che sta diventando uomo, con tutto lo spirito critico e la voglia di riprendersi il mondo di un ragazzo che vuole diventare protagonista del suo tempo.