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Sciopero, Cisl e Uil contro la manovra

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Dopo le parole arrivano i fatti! Ad osteggiare la manovra del Governo Monti scendono, per primi, in campo, i sindacati. Cisl e Uil chiedono ai loro iscritti di attuare uno sciopero-protesta di due ore per lunedì prossimo e recarsi davanti alle prefetture di tutta Italia “per chiedere al governo la riapertura del negoziato” sulla manovra varata dal Consiglio dei ministri. A dare la notizia è stato il  leader della Cisl, Raffaele Bonanni.

Oltre ai sindacati a dire “no” alla politica ci pensano anche i politici. Se Bersani ne ha preso le distanze definendola “non nostra” ne ha riconosciuto alcuni pregi: “Non è cosa da poco avere ottenuto l’esenzione delle pensioni minime, ed è positivo anche che sia stata esclusa l’Irpef dalla manovra”. La Lega, da parte sua, si è scagliata contro il decreto “Salva Italia”. “E’ bene scriverlo in tedesco che – ha detto il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli – questo sarà il decreto legge ammazza-Italia e Padania, perché è evidente chi è il mandante dell’operazione Quarto Reich. Così si aiutano le banche, non si toccano i ricchi e i grandi capitali, si uccidono i ceti medi e i meno abbienti”.

Anche per Roberto Maroni la manovra “colpisce i deboli per fare cassa”. L’ex ministro degli Interni ha inoltre definito le lacrime di Fornero, mentre illustrava le misure sulle pensioni, degne di “una scena patetica, più da attori di Hollywood che da ministri”.

Il vicecapogruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi, ha parlato di “troppe misure contro i soliti”. “Noi non ci stiamo – ha detto – Servono segnali contro gli evasori e a chi porta i capitali all’estero”.

E Mario Monti come risponde?

“l’Italia crolla, va in una situazione simile a quella della Grecia, Paese per il quale abbiamo grande simpatia ma non vogliamo imitare”, ha detto il premier.

“Questo governo è nato perché c’erano condizioni d’emergenza. Siamo stati sostenuti in Parlamento con la fiducia, e confido lo saremo anche sulle misure, da forze politiche diverse che fino a l’altro ieri non si parlavano e si combattevano”, ha affermato. “Abbiamo – ha aggiunto – la stretta necessità e la profonda convinzione di salvare l’Italia in un modo che porti tutti a contribuire a questo sforzo, secondo la possibilità di fare di ciascuno e con la sollecitazione di chi in passato ha poco contribuito”